Un sito contaminato di quasi 2,5 ettari è stato scoperto dietro lo stadio di Casal di Principe, in provincia di Caserta. La notizia è stata resa nota mercoledì 4 novembre 2026. A segnalare l’area è stato il Comune, guidato dal sindaco Ottavio Corvino. Il caso è ora in mano alla struttura del commissario straordinario di governo per le bonifiche nella Terra dei Fuochi, Giuseppe Vadalà.
Il terreno risulta inquinato in profondità da rifiuti di vario tipo. Finora sono emersi soprattutto materiali da attività edilizia e amianto. Inoltre la zona è più o meno quella indicata decenni fa da Carmine Schiavone, il primo collaboratore di giustizia del clan dei Casalesi.
Sito contaminato a Casal di Principe: cosa è stato trovato
La struttura commissariale ha già avviato la caratterizzazione del terreno. Si tratta delle analisi che servono a capire con precisione quali sostanze sono presenti e fino a che profondità. Solo dopo, quindi, potrà partire la messa in sicurezza dell’area.
Il punto più delicato riguarda la falda. «La speranza è che le acque sotterranee non siano contaminate, aspettiamo l’esito delle analisi», ha spiegato Vadalà. I risultati diranno se l’inquinamento è rimasto nel suolo oppure ha raggiunto anche l’acqua.
Ecco i dati principali diffusi finora:
- Dove: area alle spalle dello stadio di Casal di Principe (Caserta)
- Estensione: circa 2,5 ettari
- Rifiuti emersi: soprattutto materiali edili e amianto, oltre ad altri scarti
- Chi interviene: struttura del commissario per le bonifiche, su segnalazione del Comune
- Prossimi passi: esito della caratterizzazione, poi messa in sicurezza del sito
Il ruolo dei Comuni nella Terra dei Fuochi
Vadalà ha sottolineato la collaborazione con gli enti locali. Infatti ha definito i Comuni le «prime sentinelle sul territorio», decisive per individuare le aree a rischio. Questo sito contaminato è soltanto l’ultimo scoperto dall’amministrazione di Casal di Principe.
Il commissario ha poi ricordato che nelle province di Napoli e Caserta i siti contaminati sono ancora decine. Il lavoro, quindi, è lungo e riguarda un territorio molto vasto, a pochi chilometri dal capoluogo.
I numeri della pulizia e il nodo dei rifiuti che tornano
Accanto alle bonifiche profonde c’è la rimozione dei rifiuti abbandonati in superficie. Da settembre 2025 sono state portate via 14mila tonnellate di scarti. Gli interventi hanno riguardato 99 siti, sui quasi 200 monitorati dalla struttura.
Il dato più amaro, invece, riguarda le recidive. In circa metà dei siti già ripuliti i rifiuti sono ricomparsi. Succede soprattutto a Giugliano in Campania e nella zona di Secondigliano, a Napoli. Per questo sono state installate 35 telecamere di videosorveglianza attraverso i Comuni, e altre sono in arrivo.
Perché amianto e rifiuti edili preoccupano
L’espressione «Terra dei Fuochi» indica l’area tra le province di Napoli e Caserta segnata da anni di roghi e sversamenti illegali di rifiuti. Casal di Principe si trova proprio al centro di questo territorio.
L’amianto è pericoloso soprattutto quando si frantuma. Le sue fibre, disperse nell’aria, possono infatti essere inalate. Per questo la rimozione dei materiali che lo contengono spetta a ditte specializzate e autorizzate, con procedure precise di confinamento e smaltimento.
Anche i rifiuti edili interrati senza controllo possono rilasciare sostanze nel terreno. Ecco perché la caratterizzazione è il primo passo obbligato: senza una mappa chiara dei materiali, infatti, non si può scegliere l’intervento giusto. Per i residenti, quindi, è utile seguire gli avvisi ufficiali del Comune e della struttura commissariale.
Cosa succede adesso al sito contaminato
Ora si attendono gli esiti delle analisi su suolo e acque. Da quei risultati dipenderanno i tempi e il tipo di intervento. Al momento non sono state rese note indagini giudiziarie sull’area. I cittadini che notano rifiuti abbandonati possono segnalarli al proprio Comune o alla polizia locale.
Il tema della legalità sul territorio resta centrale anche a Napoli: lo confermano il recente blitz a Pianura contro tre clan e l’allarme sulle misure cautelari ferme negli uffici del gip. Tutti i dettagli sulla scoperta sono nel lancio dell’agenzia ANSA.
Fonti: ANSA Campania, Il Mattino (4 novembre 2026), dichiarazioni del commissario straordinario per la Terra dei Fuochi Giuseppe Vadalà.