Napoli, misure cautelari ferme: 1.500 richieste in attesa al gip, Gratteri chiede 10 giudici

4 Novembre 2026 - 15:55

Napoli, misure cautelari ferme: 1.500 richieste in attesa al gip, Gratteri chiede 10 giudici

A Napoli le misure cautelari ferme davanti all’ufficio del giudice per le indagini preliminari sono ormai circa 1.500. L’allarme arriva dal procuratore Nicola Gratteri, che ha parlato oggi, mercoledì 4 novembre 2026, a margine della conferenza stampa sul blitz contro tre clan di Pianura. Secondo il magistrato, entro dicembre le richieste in attesa potrebbero arrivare a 2.000.

Il problema, infatti, riguarda il numero dei giudici. All’ufficio gip del Tribunale di Napoli mancano dieci magistrati. Di conseguenza, le richieste di arresto e di altre misure presentate dalla Procura si accumulano. I gip, ha spiegato Gratteri, lavorano molto e bene, ma non riescono a tenere questo ritmo.

Misure cautelari ferme: i numeri dell’allarme

A settembre le richieste pendenti erano circa 1.300. In due mesi, quindi, sono aumentate di circa 200 unità. Il procuratore aveva già segnalato la situazione dopo l’estate. Tuttavia, ha detto di non aver visto nessun cambiamento da allora. Ecco i dati principali emersi oggi:

  • Settembre 2026: circa 1.300 richieste di misure cautelari in attesa al gip;
  • Novembre 2026: circa 1.500 richieste ferme;
  • Previsione per dicembre: circa 2.000 richieste, se nessuno interviene;
  • Giudici mancanti all’ufficio gip: 10;
  • Nuovi gip assegnati finora: nessuno, secondo il procuratore.

Gratteri ha anche spiegato perché il numero cresce. La Procura, ha detto, produce più di prima. Inoltre, la polizia giudiziaria è sempre più efficace nelle indagini. Più inchieste portano quindi a più richieste da esaminare, ma i giudici restano gli stessi.

Cosa chiede la Procura di Napoli

Il procuratore propone due soluzioni. La prima è spostare alcuni giudici dai collegi del Tribunale all’ufficio gip. La seconda è tenere le udienze anche nel pomeriggio, per recuperare parte del ritardo. Gratteri ha precisato di aver già parlato in privato con chi deve decidere, prima di rendere pubblico il problema. «Stiamo dicendo queste cose con lealtà», ha aggiunto, come riporta l’ANSA.

L’allarme è arrivato nel giorno dell’operazione della Squadra Mobile e del Commissariato di Pianura, coordinata dalla Dda. Come abbiamo raccontato, il blitz a Pianura contro tre clan ha portato a 28 misure cautelari per droga, estorsioni e armi. Un’inchiesta che mostra bene quanto lavoro arrivi ogni giorno sui tavoli dei gip.

Il carico dell’ufficio gip, del resto, cresce anche per le grandi inchieste contro i clan. Ogni operazione, infatti, comporta decine di posizioni da valutare una per una. Per questo il procuratore insiste: senza nuovi giudici, le misure cautelari ferme sono destinate ad aumentare ancora.

Perché le misure cautelari ferme riguardano tutti

Le misure cautelari sono provvedimenti come la custodia in carcere, gli arresti domiciliari o l’obbligo di firma. Il pubblico ministero le chiede, ma solo il gip può disporle. Se le richieste restano a lungo in attesa, quindi, le indagini rallentano. Inoltre, secondo il procuratore, il rischio è che il numero continui a salire nei prossimi mesi.

Il tema tocca da vicino la sicurezza in città, dove negli ultimi giorni non sono mancati episodi preoccupanti, come gli ordigni a Bagnoli davanti al Nautico. Per ora, invece, non risultano decisioni ufficiali sul rafforzamento dell’ufficio gip. Gratteri spera che qualcuno ascolti l’appello e intervenga presto sulle misure cautelari ferme.

Il resoconto completo delle dichiarazioni è disponibile sul sito dell’ANSA Campania. Retenews24 seguirà gli sviluppi e le eventuali risposte del Ministero della Giustizia e degli uffici giudiziari napoletani.

Fonti: ANSA, Adnkronos, Metropolis.