Napoli, blitz a Pianura contro tre clan: 28 misure cautelari per droga, estorsioni e armi

4 Novembre 2026 - 12:59

Napoli, blitz a Pianura contro tre clan: 28 misure cautelari per droga, estorsioni e armi

Un blitz a Pianura, nella zona occidentale di Napoli, ha portato all’alba di oggi, mercoledì 4 novembre 2026, all’esecuzione di 28 misure cautelari. L’operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli, con il supporto del commissariato Pianura. Le indagini sono coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura partenopea. Nel mirino sono finiti tre gruppi criminali che, secondo gli inquirenti, si contendevano il controllo del quartiere.

Le accuse: associazione mafiosa, droga, estorsioni e armi

Le persone raggiunte dai provvedimenti sono accusate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso ed estorsione. Inoltre, gli inquirenti contestano il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, la detenzione e il porto illegale di armi da fuoco. Per tutti i reati è ipotizzata l’aggravante del metodo mafioso.

I gruppi colpiti sarebbero tre: il clan Perfetto, il gruppo Musto e alcuni esponenti della famiglia Lago. I dettagli dell’inchiesta sono stati illustrati in una conferenza stampa alla presenza del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri.

Ecco, in sintesi, i dati principali dell’operazione:

  • Quando: all’alba di mercoledì 4 novembre 2026
  • Dove: quartiere Pianura, zona occidentale di Napoli
  • Chi ha operato: Squadra Mobile di Napoli e commissariato Pianura, su delega della Dda
  • Misure cautelari: 28
  • Gruppi coinvolti: Perfetto, Musto e Lago
  • Inizio delle indagini: 2024

Come è nata l’inchiesta del blitz a Pianura

L’inchiesta che ha portato al blitz a Pianura è partita nel 2024. Il punto di partenza è stato un attentato esplosivo contro l’abitazione di un esponente della famiglia Lago. Da quell’episodio, quindi, gli investigatori hanno ricostruito la mappa criminale del quartiere e i rapporti tra i diversi gruppi.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, i gruppi si sarebbero contrapposti per il controllo delle attività illecite nel quartiere. Lo scontro avrebbe portato a una fase di forte tensione. Gli inquirenti parlano infatti di omicidi, tentati omicidi e stese. Si tratta di raid armati con colpi esplosi in strada per intimidire rivali e residenti. Nel corso delle indagini sono state documentate 13 stese nel quartiere.

Le piazze di spaccio aperte 24 ore su 24

Al centro dello scontro ci sarebbe il controllo del traffico di droga. Secondo gli investigatori, le piazze di spaccio del quartiere funzionavano senza sosta e restavano aperte 24 ore su 24. I guadagni, sempre secondo l’accusa, potevano arrivare fino a 50mila euro. Accanto alla droga, inoltre, l’inchiesta riguarda le estorsioni e la disponibilità di armi.

Cosa succede ora dopo il blitz a Pianura

Le misure cautelari non equivalgono a una condanna. Per tutte le persone coinvolte vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Come prevede la procedura, nei prossimi giorni sono attesi gli interrogatori di garanzia davanti al giudice. In quella sede gli indagati potranno difendersi con i propri avvocati.

Le misure cautelari vengono disposte dal giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura. Possono consistere, ad esempio, nella custodia in carcere, negli arresti domiciliari o in obblighi meno gravi. Il giudice le dispone quando ritiene che ci siano gravi indizi e specifiche esigenze cautelari.

La Direzione distrettuale antimafia, invece, è la sezione della Procura che si occupa dei reati di criminalità organizzata. A Napoli coordina le inchieste sui clan di camorra attivi nel distretto, con il lavoro sul territorio di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.

Il blitz a Pianura arriva dopo una lunga serie di episodi di violenza nel quartiere, tra i più popolosi dell’area occidentale della città. Nella stessa zona, del resto, nei giorni scorsi si è parlato anche degli ordigni trovati a Bagnoli davanti al Nautico di via Pozzuoli. Sul fronte della lotta alla camorra in Campania, invece, resta d’attualità il caso del Comune di Caserta sciolto per camorra.

Chi assiste a episodi di violenza o è a conoscenza di fatti utili può chiamare il numero unico di emergenza 112. In alternativa, è possibile rivolgersi alla Questura di Napoli oppure segnalare in forma riservata tramite l’app YouPol della Polizia di Stato.

Fonti: Fanpage.it, LaPresse, Il Mattino, Cronache della Campania, Polizia di Stato.