Washington, missili Patriot all’Ucraina: via libera Usa a 500 intercettori, ma Zelensky teme i tempi

31 Ottobre 2026 - 9:53

Washington, missili Patriot all’Ucraina: via libera Usa a 500 intercettori, ma Zelensky teme i tempi

Gli Stati Uniti hanno dato il via libera alla vendita di 500 missili Patriot all’Ucraina. L’annuncio è arrivato venerdì 30 ottobre da Washington, con un comunicato del Dipartimento di Stato. Il pacchetto vale circa 2,1 miliardi di dollari, pari a quasi 1,9 miliardi di euro. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ringraziato l’amministrazione americana. Tuttavia ha avvertito che le consegne potrebbero richiedere anni.

Si tratta di intercettori PAC-3, cioè i missili lanciati dal sistema di difesa aerea Patriot. Kiev li usa soprattutto per abbattere i missili balistici russi. Infatti sono tra le poche armi in grado di fermare questo tipo di minaccia.

Missili Patriot, cosa prevede il via libera di Washington

I sistemi Patriot vengono prodotti negli Stati Uniti. Per questo ogni vendita all’estero deve essere autorizzata dal governo americano. La decisione è stata comunicata dall’Ufficio per gli affari politico-militari del Dipartimento di Stato. Inoltre arriva dopo settimane di tensione. Nei giorni scorsi Kiev aveva infatti lamentato ritardi nelle forniture già concordate.

Zelensky ha definito la scelta americana importante. Secondo il presidente ucraino, 500 intercettori sono una quantità rilevante. Quindi potrebbero fare la differenza nella protezione delle città e delle centrali elettriche.

Il nodo dei tempi di consegna dei missili Patriot

Il problema, però, riguarda il calendario. Zelensky ha spiegato che i nuovi missili Patriot potrebbero arrivare solo tra qualche anno. Invece all’Ucraina servono subito, per affrontare l’inverno 2026-2027. Per questo ha chiesto ai partner una soluzione “per il periodo attuale”.

La proposta di Kiev è precisa. Gli Stati Uniti, i Paesi europei e gli altri alleati avrebbero nei loro magazzini scorte sufficienti di intercettori PAC-3. Secondo Zelensky, potrebbero inviarli ora all’Ucraina. In seguito gli arsenali verrebbero ricostituiti con la produzione già ordinata e pagata da Kiev e dai partner.

Inverno e attacchi alla rete energetica

La richiesta nasce da una preoccupazione concreta. Come negli anni scorsi, con l’arrivo del freddo la Russia ha intensificato gli attacchi contro le infrastrutture energetiche ucraine. Nel mirino ci sono elettricità, riscaldamento e servizi essenziali. Di conseguenza la difesa aerea diventa decisiva per la vita quotidiana di milioni di persone.

Il tema degli aiuti a Kiev resta al centro dell’agenda internazionale. Proprio in questi giorni l’Unione europea ha approvato una nuova tranche di sostegno finanziario, come abbiamo raccontato nell’articolo sul prestito all’Ucraina da 45 miliardi. Ora resta da capire se gli alleati accoglieranno la proposta di anticipare le forniture di missili Patriot prima dell’inverno.

Fonti: ANSA, Il Post, Euronews, Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.