Gli insorti yemeniti Houthi hanno rivendicato una serie di attacchi con droni e missili contro l’Arabia Saudita, colpendo in particolare l’aeroporto internazionale di Riad (già bersagliato nei giorni scorsi con decine di vittime) e l’aeroporto di Dammam, oltre a impianti petroliferi del colosso Aramco a Shugadam e Tanajib.
Il movimento filo-iraniano ha avvertito che tutti gli scali sauditi — eccetto quelli della Mecca e di Medina — rappresentano obiettivi militari potenziali, minacciando ritorsioni ancora più gravi se Riad non fermerà le proprie interferenze in Yemen.
Il portavoce del movimento filoiraniano, Yahya Saree, ha infatti dichiarato: “rappresentano potenziali obiettivi e potrebbero trasformarsi in teatri operativi per le forze yemenite, a eccezione di quelli della Mecca e di Medina”.
Da parte sua, il ministro dell’Energia saudita, il principe Abdulaziz bin Salman, ha ammesso che la sicurezza energetica del Paese non può più essere data per scontata, sottolineando come queste crisi stiano mettendo a dura prova la resilienza e le infrastrutture nazionali.
Fonte: AGI
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