Le pensioni minime 2027 rischiano di crescere meno del previsto. Dal 1° gennaio, infatti, i titolari del trattamento minimo INPS perderanno l’incremento straordinario dell’1,3% in vigore per tutto il 2026. Il disegno di legge di Bilancio, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre e ora all’esame della Camera a Roma, non rinnova questa maggiorazione. Di conseguenza, l’assegno salirà solo grazie alla rivalutazione per l’inflazione, che sarà fissata con un decreto del Ministero dell’Economia.
Pensioni minime 2027: da quanto si parte
Nel 2026 il trattamento minimo vale 611,85 euro lordi al mese. Con la maggiorazione straordinaria dell’1,3%, però, l’importo effettivamente pagato arriva a 619,80 euro. Questa maggiorazione è temporanea e scade il 31 dicembre 2026.
Inoltre, l’1,3% non entra nella base di calcolo. Per questo la rivalutazione del 2027 si applicherà sui 611,85 euro e non sui 619,80 euro. Sembra un dettaglio tecnico, ma pesa sul portafoglio: una parte dell’aumento di gennaio servirà soltanto a compensare la fine della maggiorazione.
Le stime: circa 630 euro al mese da gennaio
Il tasso ufficiale di rivalutazione non è ancora noto. Tuttavia, le simulazioni pubblicate nelle ultime settimane indicano un adeguamento vicino al 3%. Con questa percentuale le pensioni minime 2027 salirebbero a circa 630 euro lordi al mese. Rispetto all’importo incassato oggi, quindi, il guadagno reale sarebbe di appena 10 euro al mese. Ecco le stime principali:
- Importo attuale (con l’1,3%): 619,80 euro al mese
- Rivalutazione al 2,5%: circa 627,15 euro
- Rivalutazione al 3%: circa 630,21 euro
- Rivalutazione al 3,5%: circa 633,26 euro
- Decorrenza: rata di gennaio 2027, senza domanda
Si tratta comunque di stime. I valori definitivi arriveranno con il decreto del MEF e con le istruzioni operative dell’INPS di fine anno.
Come arriva l’aumento delle pensioni minime 2027
L’adeguamento è automatico: i pensionati non devono presentare alcuna domanda. L’INPS applica i nuovi importi dalla rata di gennaio, dopo il decreto ministeriale. Se poi il tasso provvisorio del 2026 risulterà diverso da quello definitivo, l’istituto potrà effettuare un conguaglio sugli assegni.
Per gli assegni più alti, invece, la manovra cambia il meccanismo di rivalutazione per fasce. Abbiamo spiegato chi perde e quanto nell’articolo sulla rivalutazione delle pensioni 2027. L’aumento pieno resta comunque garantito fino a quattro volte il minimo, cioè circa 2.447 euro lordi al mese.
Cosa può cambiare in Parlamento
Il testo della legge di Bilancio non è ancora definitivo. Le Camere possono modificarlo con emendamenti fino al voto finale, atteso entro il 31 dicembre. Una proroga dell’1,3%, quindi, resta possibile soltanto con una nuova norma approvata dal Parlamento. Al momento, però, nel testo del governo questa misura non c’è.
Nella stessa manovra c’è anche una misura dedicata agli anziani: la carta da 300 euro per le spese sanitarie degli over 75 con pensione fino a 28.000 euro. Requisiti e spese coperte sono nel nostro approfondimento sulla carta da 300 euro per gli over 75.
Nel frattempo, a dicembre arriva la tredicesima: le date di pagamento sono nel nostro articolo sulla tredicesima 2026. A gennaio, infine, l’importo esatto del nuovo assegno sarà visibile nel cedolino della pensione, consultabile nell’area riservata del sito dell’INPS.
Chi riceve il trattamento minimo
Il trattamento minimo è l’integrazione che l’INPS riconosce quando la pensione calcolata sui contributi versati risulta troppo bassa. In pratica, lo Stato aggiunge la differenza fino alla soglia minima prevista dalla legge. Ne beneficiano soprattutto pensionati con carriere brevi o discontinue e redditi personali contenuti. Per questo ogni euro in più o in meno sull’assegno pesa molto sui bilanci familiari, anche in Campania.
Fonti: Sky TG24, Domani, Panorama, LaMiaFinanza, INPS.