Dopo la pesante sconfitta dei Repubblicani alle elezioni di metà mandato — che ha riconsegnato ai Democratici il controllo di Camera e Senato — il clima a Washington è teso.
Donald Trump non ha esitato a puntare il dito contro il voto, arrivando a evocare brogli e a scagliarsi contro gli avversari politici anche per un altro fronte caldo: il crollo improvviso delle Borse. I mercati, infatti, hanno vissuto una giornata nerissima, con il Nasdaq giù del 5,5% e le “Magnifiche Sette” (i colossi tech come Tesla, Nvidia e Apple) che hanno bruciato oltre mille miliardi di dollari in poche ore. Secondo Trump, la responsabilità è tutta dei Democratici e del timore che possano frenare il boom dei data center e dell’intelligenza artificiale.
Nel frattempo, in casa Repubblicana è partita la resa dei conti. Sul banco degli imputati c’è il segretario della Guerra Pete Hegseth, fortemente contestato nel partito ma difeso da Trump, mentre Marco Rubio ha voluto spegnere le voci su un suo addio ribadendo il pieno supporto alla linea e aprendo a un futuro per JD Vance. A complicare ulteriormente il quadro per la presidenza ci si è messo pure un giudice federale, che ha bloccato temporaneamente il discusso progetto dell’arco trionfale voluto a Washington.
Fonte Agi