Il decreto bollette slitta ancora. Giovedì 5 novembre, a Roma, il Consiglio dei ministri ha rinviato alla prossima seduta l’esame del decreto-legge che punta a ridurre il costo di luce e gas per famiglie e imprese. Il motivo ufficiale, scritto nel comunicato di Palazzo Chigi, è la necessità di una «ulteriore interlocuzione con l’Unione europea» e delle conseguenti verifiche del ministero dell’Economia.
Non è il primo stop. Il provvedimento era atteso già la settimana scorsa e, anche allora, l’approvazione era saltata. Il governo conta ora di portarlo in Cdm nei prossimi giorni: secondo le ricostruzioni della stampa, la nuova data utile è lunedì 9 novembre. Tuttavia non c’è ancora alcuna certezza.
Cosa prevede il decreto bollette
La misura principale è un tetto al prezzo del gas usato nelle centrali termoelettriche. Il valore indicato è di 58,9 euro per megawattora. In Italia, infatti, il gas pesa molto sulla formazione del prezzo dell’elettricità all’ingrosso. Abbassare il costo del gas bruciato nelle centrali, quindi, dovrebbe ridurre anche il prezzo della corrente.
Non si tratta però di un tetto alle tariffe pagate dai clienti finali. L’intervento agisce a monte, sul costo dell’energia prodotta. Inoltre gli effetti non sarebbero immediati: il nuovo meccanismo dovrebbe partire dal 1° gennaio 2027, quindi nel pieno dell’inverno.
- Cosa: tetto al prezzo del gas per le centrali elettriche, a 58,9 euro per megawattora.
- Da quando: dal 1° gennaio 2027, se il decreto sarà approvato.
- Per chi: famiglie e imprese, attraverso un prezzo dell’elettricità più basso.
- Nodo da sciogliere: chi paga la differenza tra prezzo di mercato e tetto.
- Prossimo passo: nuovo esame in Consiglio dei ministri, atteso a breve.
Perché il decreto bollette si è fermato
Il punto più delicato è la copertura. Qualcuno deve pagare la differenza tra il prezzo di mercato del gas e il valore massimo fissato. L’ipotesi allo studio divide il conto in due: una parte passerebbe dagli oneri di sistema in bolletta, un’altra ricadrebbe sui produttori di energia.
Le imprese elettriche, però, si oppongono. Elettricità Futura, l’associazione del settore, ha già detto no a questa soluzione. Inoltre resta da chiarire come trattare i clienti con contratto a prezzo fisso, perché non finiscano per finanziare uno sconto di cui non beneficiano subito. Infine il meccanismo nasce da un’intesa preliminare con la Commissione europea: anche per questo serve il via libera di Bruxelles sui dettagli.
Chi potrebbe risparmiare di più
Il tetto agisce sul prezzo all’ingrosso dell’elettricità. Di conseguenza, il beneficio arriverebbe soprattutto a chi ha un contratto a prezzo variabile, cioè legato all’andamento del mercato. Chi invece ha bloccato il prezzo con un’offerta fissa vedrebbe effetti più lenti, almeno fino al rinnovo del contratto.
Per questo conviene controllare subito il tipo di offerta indicato in bolletta. Inoltre è utile confrontare le proposte sul Portale Offerte di Arera, il sito pubblico e gratuito che mette a confronto i prezzi di luce e gas. In questo modo si arriva preparati al momento in cui il governo approverà il testo definitivo.
Va ricordato, infine, che il 28 ottobre la premier aveva attribuito il primo slittamento a semplici verifiche tecniche. Il nuovo rinvio, invece, rimanda a un confronto ancora aperto con Bruxelles e con il ministero dell’Economia. I tempi, quindi, restano incerti.
Cosa cambia oggi per le famiglie
Per ora, dunque, in bolletta non cambia nulla. Nel frattempo i prezzi restano alti: a ottobre, per esempio, la tariffa del gas per i clienti vulnerabili è salita del 9,1%, come abbiamo spiegato nel nostro approfondimento sulle bollette del gas di ottobre. Anche l’inflazione risente dell’energia, come mostrano i dati Istat di ottobre.
Chi ha un reddito basso può già contare sul bonus sociale. L’Arera ha alzato a 9.796 euro la soglia Isee per ottenerlo. Il limite sale a 20.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico. Lo sconto arriva in automatico in bolletta: basta presentare la Dsu e avere un Isee valido.
Il consiglio pratico, quindi, è controllare che l’Isee 2026 sia in regola e seguire il prossimo Consiglio dei ministri. Se il decreto bollette sarà approvato, il testo finale chiarirà importi, tempi e beneficiari. Il comunicato ufficiale della seduta è disponibile sul sito del Governo.
Fonti: Presidenza del Consiglio dei ministri (comunicato del Cdm n. 196), Quotidiano Nazionale, Today.it, Arera.