Falsi certificati per evitare i Cpr ai migranti, perquisiti oltre 20 medici

16 Settembre 2026 - 9:53

Falsi certificati per evitare i Cpr ai migranti, perquisiti oltre 20 medici

Oltre venti medici sono stati perquisiti dalla Polizia nell’ambito dell’inchiesta sui presunti falsi certificati utilizzati per evitare il trasferimento di migranti irregolari nei Cpr.

L’operazione è scattata all’alba di mercoledì 16 settembre ed è stata coordinata dallo Sco, il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, nell’ambito dell’indagine della Procura di Ravenna.

Le perquisizioni, domiciliari, personali e informatiche, hanno coinvolto professionisti sanitari che lavorano a Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese.

Gli investigatori stanno acquisendo documenti e materiale informatico per verificare l’origine e la regolarità dei certificati rilasciati ai migranti. L’ipotesi è che alcuni documenti possano essere stati falsificati per attestare condizioni di salute incompatibili con la permanenza nei Cpr.

L’operazione rappresenta una prosecuzione dell’inchiesta che coinvolge otto medici in servizio, all’epoca dei fatti contestati, nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna.

Secondo l’accusa, i professionisti avrebbero redatto diversi certificati di “non idoneità” indicando malattie infettive che, secondo gli inquirenti, non sarebbero esistite. I documenti avrebbero consentito ai migranti di evitare il trasferimento nei Centri di permanenza per i rimpatri.

Al momento sono 34 i certificati finiti sotto esame. La Procura ipotizza i reati di falso e interruzione di pubblico servizio. Tre degli otto medici già coinvolti sono stati inoltre interdetti dalla professione per dieci mesi.

Le nuove perquisizioni serviranno a chiarire il ruolo degli altri professionisti e l’eventuale collegamento con la vicenda già al centro dell’indagine.

Fonte:fanpage

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