È saltato all’ultimo momento il primo atteso incontro per il rientro a tappe dei “bambini del bosco” dai loro genitori. I servizi sociali hanno bloccato la riunione citando presunte ragioni di sicurezza e privacy, scatenando la dura reazione del sindaco e dei legali della famiglia.
Il primo cittadino Giuseppe Masciulli aveva fatto delimitare l’area con le transenne e fatto allontanare personalmente tutti i giornalisti presenti, rispondendo alle richieste della madre e degli stessi operatori. Nonostante la zona fosse ormai del tutto sgombra da telecamere e presidiata dai carabinieri, le due assistenti sociali inviate per il sopralluogo hanno ritenuto insufficienti le garanzie, annullando il rientro a casa e spostando il colloquio nella solita località protetta.
Duro lo sfogo del sindaco, che ha accusato la macchina burocratica di dilatare i tempi in modo artificioso trovando scuse a ogni passo, senza tutelare l’interesse dei piccoli. I bambini attendevano questo momento da ben dieci mesi.
Anche l’avvocato della famiglia, Simone Pillon, ha espresso forte amarezza per l’ennesima attesa andata delusa. Il legale ha spiegato che i genitori avevano avvisato i servizi sociali già venerdì 11 settembre per prevedere l’afflusso dei media, senza però ricevere alcuna risposta. La famiglia si era quindi attivata in proprio con l’aiuto del comune, per poi veder sacrificati ancora una volta i diritti dei minori.
Fonte: Ansa