Mantenere le prestazioni di una pista da ghiaccio nel clima degli Emirati Arabi Uniti rappresenta una sfida ingegneristica di alto livello, dove l’efficienza dei sistemi di climatizzazione fa la differenza tra la continuità operativa e il blocco delle attività. La filiale di Dubai di Graded, gruppo industriale del settore energetico guidato da Vito Grassi, ha recentemente completato un articolato intervento di manutenzione e ripristino degli impianti HVAC (Heating, Ventilation and Air Conditioning, ovvero riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria) presso la celebre struttura di Al Ain.
I tecnici specializzati dell’azienda sono intervenuti in maniera capillare su chiller, unità di trattamento dell’aria e fan coil, eseguendo un’accurata revisione dei componenti e la successiva fase di riavvio. A coronamento del progetto, gli impianti sono stati sottoposti a un rigoroso collaudo di ventiquattr’ore per garantire la massima stabilità termica e abbattere i rischi di fermo macchina.
L’operazione dimostra come una gestione tecnica orientata alla prevenzione consenta di ottimizzare i consumi di strutture ad altissima intensità energetica, confermando il ruolo di Graded come partner di riferimento per la gestione di impianti complessi anche su scala internazionale. A lavorare al progetto per Graded sono stati la branch manager Giada Boudekji, il general manager Nishat Ahmad e i project engineer Arpit Jain e Haja Nadheem.
I PROGETTI DI RICERCA
Negli Emirati Arabi Graded ha già avviato da tempo una serie di sperimentazioni su fonti rinnovabili come la geotermia e l’idrogeno combinato con l’energia solare, grazie a partnership importanti con primarie università.
In collaborazione con il Rit di Dubai la società napoletana ha sviluppato un nuovo progetto di ricerca sull’energia geotermica finalizzato a migliorare l’efficienza dei servizi di climatizzazione negli Emirati Arabi.
In partnership con l’università di Sharjah, invece, Graded ha avviato un progetto sulle microcelle ad idrogeno: l’impianto punta a ridurre di circa il 40% i consumi energetici negli edifici. Il progetto si basa su un sistema di alimentazione a micro-rete a celle a combustibile fotovoltaico/idrogeno e utilizza le tecnologie integrate di raffreddamento a soffitto radiante e del tetto freddo.
L’obiettivo è utilizzare questi impianti pilota di micro-cogenerazione, studiarne i benefici ambientali e replicare la tecnologia su larga scala, affinché si possano raggiungere i target di carbon neutrality. Un obiettivo ambizioso che può essere raggiunto più facilmente attraverso un costruttivo modello di partenariato tra Università, Enti Pubblici, centri di Ricerca ed aziende.