Airbag Takata, stretta sulle revisioni dal 1° ottobre 2026: la sola prenotazione non basta più, stop alle auto non riparate

20 Ottobre 2026 - 18:48

Airbag Takata, stretta sulle revisioni dal 1° ottobre 2026: la sola prenotazione non basta più, stop alle auto non riparate

Dal 1° ottobre 2026 la semplice attestazione di prenotazione in officina non consente più di superare la revisione periodica ministeriale per le vetture oggetto delle campagne di richiamo relative agli airbag difettosi Takata. Si è infatti conclusa la fase transitoria introdotta dal decreto MIT n. 229 del 2 luglio 2026: per i richiami a rischio grave privi di clausola tassativa “Stop Drive”, la deroga temporanea è decaduta al 30 settembre. In assenza della riparazione effettiva e registrata, la linea di controllo assegna ora l’esito formale di “Ripetere”.

La criticità risiede nel propellente chimico del generatore di gas dell’airbag: nel tempo, l’azione combinata di elevate temperature e tassi di umidità deteriora le cariche interne, determinando una pressione anomala all’atto dello scoppio con potenziale disintegrazione dell’involucro metallico e proiezione letale di schegge nell’abitacolo.

Le conseguenze operative alla revisione e le limitazioni alla circolazione

Dal 15 settembre 2026 la Motorizzazione Civile ha reso operativi i blocchi informatici nei terminali dei centri di controllo per tutti i numeri di telaio (VIN) segnalati dalle case automobilistiche come pendenti:

 Esito “Ripetere” (richiami gravi standard): la nuova sessione di revisione deve compiersi entro 30 giorni. La circolazione non è libera durante tale intervallo: il veicolo può viaggiare solo successivamente all’avvenuta sostituzione dell’airbag in attesa della ripetizione della prova;

 Esito “Ripetere – Sospeso dalla circolazione” (richiami con Stop Drive): scatta il divieto assoluto di movimento del mezzo fino a completa bonifica;

 Gratuità per l’automobilista: per legge, l’intero intervento di messa in sicurezza — ricambi, materiali e manodopera — è a totale carico del costruttore. Le revisioni già in corso di validità non decadono automaticamente, ma la disposizione di Stop Drive impone comunque il fermo immediato dell’auto.

Panoramica dei modelli coinvolti nelle campagne di sicurezza

L’appartenenza a un determinato modello o anno di produzione non determina in automatico il coinvolgimento: fa fede unicamente il riscontro sul VIN di 17 caratteri inserito sui portali ufficiali dei marchi o nel registro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Di seguito i modelli e le finestre produttive più ricorrenti:

 Citroën e DS: C3 di seconda serie (24/09/2008 – 21/02/2017), C4 (02/02/2010 – 20/05/2018), DS3 (05/12/2008 – 30/05/2019), DS4 (05/05/2010 – 03/02/2017), DS5 (30/06/2010 – 09/02/2018) e la compatta elettrica C-Zero (10/2010 – 02/2017).

 Opel e Chevrolet: Astra serie H/04 (2005–2014) e serie J/10 (2009–2018), Vectra (2003–2008), Signum (2005–2008), Cascada (2012–2018), Meriva (2009–2017), Mokka (2011–2018) e Zafira (2011–2016). Per il marchio Chevrolet, l’assistenza della rete Opel gestisce Aveo (2011–2018), Cruze (2009–2017), Orlando (2011–2017) e Trax (2013–2018).

 Peugeot: modelli iOn prodotti tra ottobre 2010 e maggio 2017 (per i quali vige la prescrizione Stop Drive).

 Nissan: Almera (2001–2008), Almera Tino (2001–2005), Tiida (2007–2014), Teana (2004–2007), Maxima QX (2000–2003), X-Trail (2001–2008), Navara (2001–2003), Patrol (2001–2008), Terrano (2003–2006), Pathfinder (2001–2004) e Note (2005–2013).

 Tesla: Model S prodotte tra il 2012 e il 2016 per quanto concerne l’airbag lato passeggero.

 Gruppo Volkswagen (Audi, VW, Seat, Skoda):

 Audi: A3 (2006–2013), A4 e A4 Cabriolet (2005–2009), A5 e A5 Cabriolet (2010–2011), A6 (2005–2011), Q5 (2009–2012), R8 (2016–2017) e TT (2015–2017);

 Volkswagen: Beetle (2012–2018), Fox (2007–2011), Golf VI e Cabriolet (2009–2016), Golf Plus (2009–2014), Eos (2010–2015), Passat B6 e successive (2006–2015), Passat CC (2009–2017), Polo serie 4 e 5 (2007–2014), Sharan (2011–2015), Tiguan (2015–2016), up! ed e-up! (2012–2016), furgoni T5 (2008–2015) e Crafter (2006–2017);

 Seat: Alhambra (2011–2017), Altea e Freetrack (2010–2015), Ateca (2017), Exeo (2009–2013), Ibiza (2016–2017), Leon (2010–2017) e Toledo (2013–2017);

 Skoda: Citigo (2013–2018), Fabia II e III (2013–2018), Kodiaq (2017–2018), Octavia III e Rapid (2013–2018), Roomster (2013–2015), Superb II e III (2014–2018) e Yeti (2014–2017).

Richiami analoghi risultano attivi anche per numerosi modelli commercializzati in Italia dai marchi BMW, Mercedes-Benz, Toyota, Honda e Mazda.

Fonte: Fanpage.it

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