Dopo i disordini che hanno segnato il centro di Milano nel fine settimana del 17 e 18 ottobre, uno studente appartenente al collettivo studentesco Deriva ha rilasciato un’intervista a Fanpage.it per illustrare le ragioni della mobilitazione e ricostruire la dinamica degli scontri con le forze dell’ordine e dei danneggiamenti agli esercizi commerciali.
La genesi spontanea e la contestazione al carovita
Il manifestante sottolinea come l’iniziativa di sabato sia nata senza la regia di partiti o sigle strutturate:
Spinta dal basso sui social: una convocazione scaturita spontaneamente su TikTok e altre piattaforme per denunciare l’emergenza abitativa, il caro affitti e l’inflazione che colpiscono giovani e lavoratori nel capoluogo lombardo;
Profilo antifascista: una delimitazione politica esplicita, con il rifiuto di infiltrazioni dell’estrema destra e un’opposizione frontale all’esecutivo nazionale, considerato espressione di un modello economico neoliberista globale;
Solidarietà con le proteste del Sud: un legame ideale con le agitazioni degli agricoltori nel Mezzogiorno, accusando la narrazione governativa di voler polarizzare l’opinione pubblica solo sui tafferugli urbani di Milano e Bologna per oscurare il malessere sociale diffuso.
L’innesco degli scontri e il blocco in via Broletto
Nel ricostruire i momenti in cui il corteo è degenerato, lo studente attribuisce la responsabilità dell’escalation alla gestione dell’ordine pubblico:
La chiusura del corteo: l’episodio decisivo si sarebbe verificato in via Broletto, dove i manifestanti sarebbero rimasti bloccati per oltre un’ora senza vie di deflusso;
La risposta alle cariche: la reazione violenta della piazza viene descritta come la conseguenza diretta delle cariche di alleggerimento della polizia su un corteo compatto che chiedeva di percorrere l’itinerario concordato, pur ammettendo che il clima fosse già incandescente e che i presenti fossero “pronti a tutto” di fronte all’apparato repressivo.
Il senso simbolico degli assalti ai negozi del centro
Rifiutando condanne morali o una netta presa di distanza dagli atti vandalici, l’esponente di Deriva inquadra i danneggiamenti come un atto di rivalsa verso le disuguaglianze cittadine:
Attacco ai simboli del lusso: colpire le vetrine e le arterie più esclusive del centro milanese ha rappresentato, secondo l’intervistato, la rottura simbolica di un perimetro tradizionalmente inaccessibile e ostile a chi subisce il costo della vita e la marginalità delle periferie;
Rifiuto della distinzione tra buoni e cattivi: respinta la divisione netta tra manifestanti pacifici e violenti, paragonando la rabbia esplosa nelle strade milanesi a una reazione proporzionata a forme di violenza strutturale più ampie — dalla crisi del carovita ai conflitti internazionali in Medio Oriente;
Sviluppi futuri: l’obiettivo del movimento resta quello di consolidare un percorso politico unitario che dia voce alle fasce colpite dalla precarietà, senza isolarsi dalle altre realtà di lotta presenti nel Paese.
Fonte: Fanpage.it