Garlasco, nuova bufera sul Ris: per 19 anni un Dna maschile sui pedali di Stasi dimenticato negli archivi

7 Ottobre 2026 - 18:50

Garlasco, nuova bufera sul Ris: per 19 anni un Dna maschile sui pedali di Stasi dimenticato negli archivi

Un nuovo tassello investigativo scuote la vicenda giudiziaria sull’omicidio di Chiara Poggi. Dopo l’emersione delle contro-analisi negative del 20 settembre 2007 mai confluite negli atti processuali, spunta ora un foglio di lavoro rimasto per diciannove anni negli archivi del Ris di Parma che documenta la presenza di Dna maschile prelevato dai pedali della bicicletta Umberto Dei di Alberto Stasi, elemento mai menzionato nelle relazioni tecniche dell’epoca.

Il reperto emerge dall’ultima consulenza tecnica depositata dai periti della Procura di Pavia, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, a seguito dell’acquisizione documentale effettuata l’11 settembre 2026 presso il comando scientifico dell’Arma. Nelle carte compare uno schema di quantificazione riferito a un campione etichettato con la sigla “bu_p_bis” (differenziato dal primario “bu_p” dell’11 settembre 2007) e datato 26 settembre 2007:

 Quantificazione genetica: il tracciato riporta un valore pari a 18,9 pg/μl di Dna umano e 8,44 pg/μl di Dna maschile;

 Omissione dagli atti: la perizia sottolinea testualmente come il documento non risulti “rinvenibile nelle relazioni tecniche o verbali di operazioni tecniche consultate” all’epoca delle indagini;

 L’appunto manoscritto: il risultato sarebbe attestato anche da una nota scritta a mano con penna rossa, siglata dall’allora capitano Alberto Marino (consulente della pm Rosa Muscio) con la medesima data del 26 settembre 2007.

La collocazione temporale dell’esame risulta particolarmente delicata: il test risale a due giorni dopo la relazione del Ris del 24 settembre 2007 — che decretò la corrispondenza positiva con il profilo di Chiara Poggi sul campione “bu_p”, facendo scattare il fermo di Alberto Stasi — e segue le due repliche negative del 20 settembre.

Sull’utilizzo delle sigle di laboratorio era stato ascoltato nei giorni scorsi dai pm anche l’ex genetista del Ris Giorgio Portera, il quale aveva spiegato la prassi interna: in caso di ripetizione delle analisi sullo stesso materiale, al campione veniva assegnata una denominazione progressiva (come “_2” o “bis”) per evitare la circolazione di profili omonimi nei sistemi. Il dato su questa componente maschile, tuttavia, è rimasto ignorato per quasi un ventennio e l’impossibilità di procedere a nuove comparazioni rende oggi irrecuperabile l’attribuzione di quel profilo biologico.

Fonte: Fanpage.it

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