Caso FIGC, Malagò nominato commissario: l’esperto mette in guardia sul precedente giuridico

6 Ottobre 2026 - 18:52

Caso FIGC, Malagò nominato commissario: l’esperto mette in guardia sul precedente giuridico

La decisione di commissariare la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e di affidarne la guida straordinaria a Giovanni Malagò continua a suscitare forti perplessità nel mondo del diritto sportivo. La vicenda, originata dalle contestazioni sul mancato tesseramento formale di Malagò al momento della sua elezione alla presidenza, ha trovato uno sbocco istituzionale singolare: l’ex presidente assume ora il ruolo di commissario straordinario con poteri accentrati per gestire gli atti urgenti e indifferibili, in attesa delle nuove elezioni che potrebbero tenersi il 14 dicembre 2026 (e comunque entro il 31 gennaio 2027).

In un’intervista rilasciata a Fanpage.it, l’avvocato Huberto Germani, esperto di diritto sportivo del Foro di Milano, analizza i punti critici e i paradossi normativi dell’operazione.

La sproporzione del commissariamento e il nodo tesseramento

Secondo il legale, il ricorso al commissariamento — misura per sua natura estrema e riservata a gravi paralisi gestionali — risulta marcatamente sproporzionato rispetto alla contestazione formale sollevata:

 Interpretazione statutaria: l’articolo 29, comma 1, dello Statuto FIGC richiede la “regolarità” del tesseramento, presupponendo tale obbligo solo per chi sia già tesserato e non come precondizione vincolante di candidabilità per cariche apicali;

 Prassi consolidata e ordinamento sportivo: il Codice di giustizia sportiva si applica già a soggetti non tesserati ma operanti in ruoli rilevanti (come i responsabili del safeguarding). Nel caso di Malagò, già presidente e attuale membro di Giunta del CONI — ente cui la FIGC appartiene —, il legame con l’ordinamento era pieno e continuativo;

 Volontà democratica: l’elezione era avvenuta con una maggioranza vicina al 70%, un peso assembleare che avrebbe dovuto condurre a una sanatoria o ratifica formale anziché all’azzeramento degli organi elettivi.

Il rischio del precedente per la giustizia sportiva

L’aspetto più critico evidenziato da Germani riguarda la giurisprudenza futura dell’ordinamento sportivo. Se nella pratica la continuità gestionale non viene intaccata — Malagò traghetterà la Federazione e potrà ricandidarsi presentando la domanda entro i canonici 40 giorni dall’assemblea —, sul piano del diritto si fissa un precedente rischioso: in futuro, qualsiasi federazione potrebbe essere commissariata facendo leva su vizi procedurali minimi o mere interpretazioni formali, alterando l’equilibrio tra autonomia elettorale e interventi straordinari.

Fonte:  Fanpage.it

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