Dalla sua stanza di degenza al decimo piano del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma — dove si trova ricoverato in fase post-operatoria a seguito di un intervento di lobectomia polmonare — Papa Leone XIV ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. Al centro del colloquio, la drammatica emergenza bellica che interessa la regione di Kherson e, nello specifico, l’abitato di Oleshky.
La richiesta del Vaticano: corridoi umanitari e soccorsi
Stando a quanto comunicato dalla Sala Stampa della Santa Sede, il Pontefice ha espresso profonda preoccupazione per le condizioni in cui versa la popolazione civile, formulando un appello diretto al capo del Cremlino per una sospensione immediata delle ostilità nell’area:
Tregua umanitaria: la richiesta punta a garantire l’accesso in sicurezza ai convogli contenenti generi alimentari, medicinali e forniture sanitarie essenziali;
Evacuazioni protette: favorire l’uscita volontaria dei civili rimasti intrappolati nella zona del fronte;
Impegno diplomatico: il Papa ha ribadito la disponibilità incondizionata della Santa Sede a operare come facilitatore di dialogo per il raggiungimento della pace.
La posizione del Cremlino
Da Mosca, il portavoce del Cremlino ha confermato lo svolgimento della telefonata, evidenziando che Putin ha ringraziato il Pontefice per la costante sensibilità e per gli sforzi tesi alla risoluzione della crisi ucraina. La presidenza russa ha tuttavia imputato a Kiev la responsabilità del deterioramento delle condizioni di vita a Oleshky, manifestando al contempo apertura a cooperare con le iniziative umanitarie vaticane per la salvaguardia dei civili e richiamando l’importanza delle relazioni bilaterali nella tutela dei valori spirituali e della protezione dei luoghi di culto cristiani.
I precedenti contatti diplomatici
Il colloquio odierno non costituisce il primo contatto diretto tra Leone XIV e il leader russo: i due si erano già sentiti telefonicamente il 4 giugno 2025, a poche settimane dall’elezione al soglio pontificio di Robert Francis Prevost, occasione nella quale il Papa aveva esortato Mosca a compiere un passo concreto verso la distensione. La nuova interlocuzione segue inoltre le recenti missioni diplomatiche svolte nella capitale russa dal segretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Paul Richard Gallagher, e dall’inviato speciale della Santa Sede, il cardinale Matteo Zuppi.
Fonte: Fanpage.it