“Blocco totale dei carburanti e Salvini pronto a dimettersi”: il ministro smentisce l’audio fake sui camionisti

21 Ottobre 2026 - 20:15

“Blocco totale dei carburanti e Salvini pronto a dimettersi”: il ministro smentisce l’audio fake sui camionisti

Nelle ultime ore un messaggio vocale anonimo a forte carica allarmistica è circolato con insistenza su chat e canali social, cavalcando la tensione legata alle proteste degli autotrasportatori nel Mezzogiorno e in alcune aree della Toscana. L’audio — aperto dalla frase di un sedicente collaboratore governativo (“Giorgio Frascati, ufficio del sottosegretario”) — preconizzava un imminente “blocco nazionale” dei rifornimenti di benzina e diesel, l’avvio di un “lockdown” delle forniture e le dimissioni del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.  

Tutti i contenuti sono stati formalmente smentiti dallo stesso segretario leghista attraverso un video sui propri canali ufficiali, in cui ha liquidato la registrazione come una clamorosa bufala: “Quante palle girano in rete, quanti audio falsi! Ma quando si tratta di lavoro non si scherza”. Salvini ha inoltre ribadito la ferma intenzione di rimanere al proprio posto di governo.  

Le smentite punto per punto sulle risorse e sulla mobilitazione

Il messaggio veicolava una serie di notizie prive di qualsiasi fondamento fattuale:  

 Fondi per il caro gasolio: contrariamente a quanto affermato nella nota vocale (che parlava di fondi “rifiutati”), il ministero ha confermato lo sblocco e la messa in liquidazione dei 430 milioni di euro a sostegno di circa 32.000 imprese del settore. A questi si aggiungeranno, come impegni dell’esecutivo, ulteriori 50 milioni per i rincari del bimestre settembre-ottobre e un plafond di 590 milioni destinato agli incentivi per il rinnovo del parco mezzi con veicoli a minor impatto ambientale;  

 Nessun blocco nazionale o “lockdown”: l’allarme sulla totale paralisi dei distributori e sull’assalto ai supermercati non corrisponde al quadro reale. A seguito dei tavoli negoziali, le proteste sono state formalmente revocate dalle principali sigle in Sicilia. Restano attivi presidi e manifestazioni autonome, monitorati dal Viminale; alla Camera, il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha comunque ricordato che i blocchi stradali non autorizzati configurano reato e saranno perseguiti con identificazioni e denunce;  

 Le presunte richieste alla BCE: del tutto infondata e tecnicamente priva di senso anche la parte del messaggio in cui si ipotizzava un vertice d’emergenza della premier Giorgia Meloni con l’Unione Europea per “chiedere soldi alla Banca Centrale Europea”, canale istituzionale non percorribile per i finanziamenti ai singoli governi.

Fonte: Fanpage.it

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