«La scuola è aperta a tutti». È il richiamo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante l’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice, dove il capo dello Stato ha parlato del ruolo dell’istruzione nell’integrazione e nella coesione sociale.
Citando l’articolo 34 della Costituzione, Mattarella ha sottolineato che la scuola deve contribuire a superare «i muri dell’indifferenza e della incomunicabilità» e aiutare «a non formare ghetti, a non alzare barriere».
Per il presidente della Repubblica, la scuola rappresenta «la più efficace leva di integrazione» sia per chi arriva da altri Paesi sia per i giovani nati in Italia figli di emigrati. Un compito che, ha aggiunto, deve essere accompagnato da una scuola «all’altezza dei tempi nuovi», capace di contribuire alla coesione della società.
Le parole sono arrivate nel giorno dell’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice, a dieci anni dal terremoto che colpì il centro Italia. Mattarella non ha citato direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni né ha fatto riferimento esplicito alle misure annunciate dal governo sul divieto di burqa e niqab nelle scuole e sul limite alla presenza di studenti stranieri nelle classi.
«La scuola è chiamata a produrre coesione sociale», ha aggiunto il capo dello Stato, alla presenza del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Lo stesso Valditara, intervenendo in diretta Rai, ha parlato di integrazione e della necessità di conoscere la lingua italiana: «Senza la conoscenza della nostra lingua, la padronanza della nostra lingua, non c’è vera integrazione, non c’è successo scolastico e non c’è un futuro all’interno della nostra società».
Fonte: Corriere della Sera