Tassa Coronavirus sullo scontrino. La protesta: “Quasi nessuno la paga”

25 Maggio 2020 - 11:18

Tassa Coronavirus sullo scontrino. La protesta: “Quasi nessuno la paga”

Da quando hanno riaperto, lo scorso lunedì 18 maggio; i clienti di parrucchieri e centri estetici non fanno che parlare d’altro; l’introduzione sullo scontrino di una nuova voce; ribattezzata “tassa Covid-19”, che consiste in un aumento da 2 a 4 euro dei prezzi, una sorta di extra da pagare; per rientrare dalle spese effettuate per i costi sostenuti a causa dell’emergenza Coronavirus.

Persino il Codancos è intervenuto nei giorni scorsi per denunciare il rincaro, protesta alla quale si è unita anche l’Unione nazionale consumatori, che ha ricevuto segnalazioni simili e che ha chiesto agli esercenti di ritirare quella che definisce “tassa di solidarietà”.

Ma per i diretti interessati si tratta di dati falsi, la tassa sarebbe applicata solo da una minima parte di imprenditori del settore.

È quanto sottolinea Confestetica, l’associazione nazionale maggiormente rappresentativa dei centri estetici, per un totale di oltre 20mila associati e certificati dal 2007, che “contesta in radice l’infondatezza di quanto affermato da Codacons circa il contributo Covid-19” nei centri estetici italiani, invitandolo, come si legge in una nota;

“a rendere noti all’istante i suoi dati statistici sui centri estetici che riportano il contributo Covid-19, augurandoci che tali dati esistano realmente”. Secondo l’associazione, infatti, che non si basa “su 4 e-mail, 2 telefonate e uno scontrino”, su un campione  di 1.601 centri estetici italiani interpellati; l’85,94% hanno risposto di non aver aumentato i prezzi e di non aver applicato nessun contributo Covid-19, il 12,49% dei centri estetici hanno aumentato i prezzi e solo l’1,56% dei centri estetici ha applicato la discussa tassa.