Sul caso dei presunti pestaggi nel carcere di Opera a Milano, sembra qualcosa finalmente muoversi dopo mesi di denunce, interrogazioni parlamentari e richieste di chiarimento rimaste senza risposta.
Secondo quanto appreso da Fanpage.it, il GNPL (Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale) avrebbe recepito le segnalazioni fatte e avrebbe avviato un’istruttoria per far luce
su quanto accaduto nell’Istituto penitenziario milanese a partire proprio dalle presunte aggressioni della scorsa vigilia di Natale durante la quale una quarantina di detenuti sarebbero stati
“picchiati, umiliati e lasciati nudi al freddo per ore”. Una svolta importante perché il rischio era che le denunce di abusi, le testimonianze dei detenuti che parlano di “torture” e “spedizioni punitive”, e gli appelli
delle associazioni rimanessero sospesi in una zona grigia fatta di silenzi istituzionali e verifiche mai avviate. Come riportato nelle interrogazioni parlamentari depositate negli ultimi mesi e nelle lettere indirizzate
all’Associazione Quei Bravi Ragazzi Family che Fanpage.it ha potuto visionare, oltre ai presunti abusi e violenze che si sarebbero verificate all’interno di Opera, una delle maggiori criticità legate al caso era, infatti,
la mancanza di accertamenti rapidi e trasparenti capaci di chiarire eventuali responsabilità. Tra queste, la risposta del garante milanese, accusato dai detenuti di immobilismo tanto da spingerli a chiedere
le sue dimissioni. La speranza, dunque, è che l’intervento del Garante sia un primo passo, ma che a tali verifiche seguano anche risposte concrete, trasparenza e soprattutto cambiamenti reali capaci di sanare
situazioni che, se confermate, non possono trovare alcuna giustificazione in uno Stato di diritto. Dunque, un primo passo è stato fatto: necessario, ma non sufficiente. Perché le presunte violenze denunciate dopo la
vigilia dello scorso Natale e le numerose che sono poi seguite hanno riportato al centro un tema che da anni viene segnalato da operatori, avvocati e associazioni: il rischio che luoghi già segnati da sovraffollamento,
tensioni e carenze strutturali possano trasformarsi in spazi opachi, dove il controllo esterno fatica ad arrivare e dove i diritti delle persone non sempre sarebbero tutelati. Fonte Tgcom24.