Allarme hantavirus sulla nave: l’OMS conferma il ceppo Andes con trasmissione umana

7 Maggio 2026 - 21:21

Allarme hantavirus sulla nave: l’OMS conferma il ceppo Andes con trasmissione umana

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato ufficialmente un focolaio di hantavirus sulla nave da crociera MV Hondius. Le analisi di laboratorio hanno identificato il pericoloso ceppo Andes. Questa variante specifica rappresenta un’eccezione assoluta tra i vari tipi di virus. Infatti, il ceppo Andes risulta l’unico capace di trasmettersi direttamente da persona a persona. Diversi istituti internazionali hanno collaborato per identificare il patogeno con estrema precisione. Tra questi figurano centri di ricerca del Sudafrica, della Svizzera, del Senegal e dell’Argentina.

Al momento le autorità sanitarie registrano otto casi totali tra passeggeri e personale. Cinque persone hanno ricevuto una diagnosi confermata, mentre tre casi restano sospetti. Purtroppo, l’infezione ha già causato tre decessi durante questo evento sanitario. Un paziente si trova attualmente ricoverato in terapia intensiva in una struttura sudafricana. Nel frattempo, i soccorritori hanno evacuato il medico di bordo e due passeggeri verso i Paesi Bassi. Inoltre, un viaggiatore sbarcato ad aprile è risultato positivo ai test in Svizzera.

Inizialmente, questo virus ha avuto origine in Sud America e appartiene alla vasta famiglia degli hantavirus. Di solito, gli esseri umani contraggono l’infezione inalando feci aerosolizzate di roditori infetti. Tuttavia, il ceppo Andes si distingue per la sua peculiare capacità di contagio interumano. La trasmissione avviene solitamente durante la fase prodromica e la fase acuta iniziale. Questi momenti coincidono esattamente con la comparsa dei primi sintomi clinici dopo l’incubazione. Per questo motivo, il monitoraggio costante delle persone sintomatiche appare fondamentale per la sicurezza.

Tedros Adhanom Ghebreyesus ha assicurato una collaborazione stretta con gli operatori della nave. L’OMS monitora ogni giorno la salute dei passeggeri e dei membri dell’equipaggio. Allo stesso tempo, l’agenzia supporta i Paesi coinvolti per garantire evacuazioni mediche sicure. Nonostante la gravità dei singoli casi, il rischio complessivo per la salute pubblica rimane basso. In aggiunta, gli esperti internazionali non prevedono una diffusione massiccia nella popolazione generale. La situazione resta comunque sotto stretta sorveglianza da parte delle autorità sanitarie globali.

Il ceppo Andes causa la sindrome polmonare da hantavirus, una patologia rara ma letale. Gli scienziati hanno identificato questa variante per la prima volta in Argentina nel 1995. La malattia può evolvere rapidamente verso una gravissima insufficienza respiratoria. Inoltre, il tasso di mortalità per questo tipo di infezione raggiunge circa il 40%. Di conseguenza, la gestione medica dei pazienti richiede massima attenzione e cure specializzate. La maggior parte degli hantavirus non mostra queste caratteristiche di pericolosità sociale.

Oltre all’inalazione di particelle contaminate, il contatto stretto favorisce la diffusione del virus. Gli studi epidemiologici hanno confermato cluster di contagio tra persone con legami familiari o sociali. Tuttavia, la trasmissione tra umani viene considerata un evento raro in contesti normali. Il contagio richiede infatti contatti ravvicinati e prolungati durante i primi giorni di malattia. Pertanto, l’isolamento dei soggetti colpiti riduce drasticamente le probabilità di una nuova diffusione. Le analisi genetiche hanno fornito prove certe su questi specifici meccanismi di trasmissione.

I primi sintomi si manifestano solitamente dopo un periodo di incubazione variabile. Il paziente avverte spesso febbre, forti dolori muscolari, mal di testa e profonda stanchezza. In molti casi, compaiono anche nausea, vomito, diarrea e dolori addominali improvvisi. Successivamente, l’infezione colpisce i polmoni provocando tosse e gravi difficoltà respiratorie. I liquidi si accumulano nei tessuti polmonari peggiorando rapidamente il quadro clinico. Per tali ragioni, l’European Centre for Disease Prevention and Control raccomanda il monitoraggio stretto dei contatti sospetti.

Infine, Maria Van Kerkhove ha chiarito che questo virus non rappresenta un nuovo scenario simile al COVID-19. La maggior parte delle persone non entrerà mai in contatto con questo patogeno specifico. Gli esperti ribadiscono che il contagio principale resta legato ai roditori infetti. Si può contrarre il virus anche toccando superfici sporche e portando le mani al viso. Nonostante ciò, la trasmissione resta un evento eccezionale fuori dai focolai localizzati. Per ora, la nave prosegue il suo viaggio verso le Isole Canarie sotto controllo.

Fonte: Fanpage