La Questura ha imposto nuove limitazioni alle attività di assistenza umanitaria rivolte ai migranti in transito, restringendo gli orari in cui le associazioni possono distribuire cibo e altri beni di prima necessità. Il provvedimento, motivato con la tutela del decoro urbano e delle attività economiche, ha suscitato le proteste delle organizzazioni solidali, che denunciano maggiori difficoltà nel raggiungere le persone più vulnerabili.
Le restrizioni riguardano piazza Libertà, l’area antistante la stazione ferroviaria, dove arrivano anche persone provenienti dalla rotta balcanica. In base alle nuove disposizioni, i volontari possono distribuire pasti caldi e altri aiuti soltanto dalle 18 alle 20 nei giorni feriali. Le attività di assistenza sono invece vietate durante il fine settimana.
La decisione ha modificato il lavoro delle realtà che da tempo sostengono i migranti appena arrivati, spesso privi di un luogo in cui trovare riparo e ricevere assistenza. Prima delle restrizioni, i volontari potevano intercettare le persone in difficoltà e accompagnarle nei centri diurni, dove era possibile offrire un sostegno più prolungato.
A denunciare gli effetti del provvedimento è stata Linea d’Ombra, associazione attiva da anni sul territorio, che ha ricevuto la solidarietà di Mediterranea Saving Humans e di altre organizzazioni.
Secondo Mediterranea, limitare gli interventi significa ridurre concretamente la possibilità di fornire cure, vestiti e cibo a chi si trova in strada. L’organizzazione contesta inoltre l’equivalenza tra queste restrizioni e una maggiore sicurezza, chiedendo la revoca dei divieti, un accesso effettivo alle procedure d’asilo e soluzioni di accoglienza adeguate.
Anche Elena Jona, attivista della ong ResQ, ha criticato la misura, sostenendo che la tutela del decoro non dovrebbe tradursi nell’esclusione delle persone più fragili. Secondo la volontaria, la piazza era diventata uno spazio di solidarietà e condivisione, nonostante le difficoltà vissute dai migranti in transito.
Il provvedimento apre così un confronto tra le esigenze di gestione degli spazi pubblici e il diritto delle persone vulnerabili a ricevere assistenza. Le associazioni chiedono che la tutela del decoro urbano non impedisca gli interventi umanitari rivolti a chi si trova senza un’accoglienza adeguata.
Fonte: Fanpage.it