Una scritta aberrante, la dicitura “lista stupri” affiancata dai nomi di alcuni studenti e dal disegno di una svastica. È quanto ritrovato sui muri della sede succursale di via Boncompagni del liceo
Righi, celebre istituto romano a pochi passi da via Veneto. L’episodio riporta alla mente quanto accaduto meno di un anno fa al liceo Giulio Cesare, nel quartiere Trieste, travolto da analoghe intimidazioni in ben due
occasioni. A sollevare il caso sono stati i ragazzi del Collettivo Ludus Righi, che hanno affidato il loro sdegno a un post su Instagram. Secondo quanto ricostruito dagli studenti, il graffito sarebbe apparso in
occasione di un aperitivo organizzato dalla lista “Delta”. I contorni del disegno e la grafia della lista indicano che l’autore ha utilizzato lo stesso pennarello per entrambe le scritte. “La lista è stata subito cancellata,
ma se un muro si può ripulire con un po’ di vernice, lo stesso non vale per la cultura che genera certi gesti”, denunciano i rappresentanti del collettivo. “Condanniamo con forza quanto accaduto. Restiamo
increduli di fronte a tanta violenza da parte di nostri coetanei: è un fatto inaccettabile, figlio di una mentalità patriarcale ancora profondamente radicata”. Sulla vicenda è intervenuto anche il dirigente scolastico
del liceo Righi, Giovanni Cogliandro, che ha stigmatizzato fermamente l’accaduto definendolo un’azione abominevole: “Nel nostro istituto lavoriamo da anni sulla prevenzione attiva di ogni forma di
violenza, a partire da quella verbale, grazie all’impegno encomiabile dei docenti. Purtroppo persistono residui di patriarcato, e la pretesa di poter scherzare su un tema grave come lo stupro ne è la conferma più
evidente.” Il grave episodio del Righi evoca da vicino i precedenti del liceo Giulio Cesare. Nel novembre 2025 vi fu un primo ritrovamento con i nomi di otto studentesse e uno studente; successivamente, al termine
di un’occupazione, durante i controlli nei bagni vennero scoperte ulteriori scritte offensive nei confronti della preside e una seconda lista che prendeva di mira due docenti dell’istituto. Fonte Tgcom24.