Omicidio Giulia Tramontano, riconosciuta la premeditazione: confermato l’ergastolo per Impagnatiello

26 Ottobre 2026 - 13:41

Omicidio Giulia Tramontano, riconosciuta la premeditazione: confermato l’ergastolo per Impagnatiello

La Corte d’assise d’appello di Milano ha riconosciuto l’aggravante della premeditazione per Alessandro Impagnatiello, condannato all’ergastolo per l’omicidio della fidanzata Giulia Tramontano, incinta di sette mesi. La decisione è arrivata lunedì 26 ottobre, al termine del processo d’appello bis disposto dopo l’intervento della Corte di Cassazione.

Il delitto risale al 27 maggio 2023, quando la giovane fu uccisa con 37 coltellate a Senago, nel Milanese. Nel precedente giudizio di secondo grado, l’aggravante della premeditazione era stata esclusa. La Cassazione aveva però chiesto una nuova valutazione, affidata alla Corte d’assise d’appello.

La condanna all’ergastolo è stata confermata. Al trattamento sanzionatorio si aggiungono tre mesi di isolamento diurno, conseguenza del riconoscimento della premeditazione. Impagnatiello si trova attualmente detenuto nel carcere di Pavia. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 45 giorni.

Dopo la lettura del verdetto, i familiari di Giulia hanno applaudito in aula e si sono stretti attorno al loro legale, Nicodemo Gentile.

A commentare la decisione è stata anche Chiara Tramontano, sorella della vittima, che ha rivolto un messaggio ai giovani, invitandoli a considerare la vicenda come un esempio da cui prendere le distanze. Ha inoltre criticato l’atteggiamento dell’imputato, sostenendo che avrebbe dovuto mostrare pentimento e chiedere scusa.

Per Chiara, il riconoscimento della premeditazione rappresenta una decisione giusta e una conferma del percorso giudiziario della famiglia. La donna ha espresso anche la speranza che la sentenza venga mantenuta, senza la necessità di affrontare ulteriori passaggi processuali.

La pronuncia segna un nuovo capitolo giudiziario in uno dei casi di femminicidio che hanno suscitato maggiore attenzione in Italia. Ora si attendono le motivazioni della Corte, che chiariranno nel dettaglio le ragioni alla base del riconoscimento dell’aggravante.

Fonte: ANSA

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