
Si complica la posizione giudiziaria di Daniela Santanchè. La Procura di Milano ha chiuso una nuova indagine nei confronti dell’ex ministra del Turismo e senatrice di Fratelli d’Italia, aprendo la strada a una possibile richiesta di rinvio a giudizio per bancarotta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato.
L’inchiesta coinvolge complessivamente 17 persone, tra cui il figlio Lorenzo, l’ex compagno Giovanni Canio Mazzaro, la sorella Fiorella Garnero e una società. Al centro delle indagini ci sono i fallimenti di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria Srl, con contestazioni legate alla gestione delle società e alle rispettive procedure fallimentari.
Secondo i magistrati della Procura di Milano, coordinati dai pubblici ministeri Luigi Luzi e Guido Schininà, sarebbero state effettuate operazioni ritenute irregolari, tra cui la distribuzione di utili non realmente conseguiti, false plusvalenze e l’utilizzo di finanziamenti bancari, in parte destinati, secondo l’accusa, a finalità diverse da quelle previste.
Tra i punti più rilevanti dell’inchiesta figura anche una presunta truffa ai danni di Invitalia. L’accusa sostiene che nel 2021 sarebbero stati ottenuti, attraverso presunti artifici e raggiri, 3,3 milioni di euro tra un finanziamento da 2,7 milioni e un credito d’imposta da 600 mila euro, sfruttando le misure di sostegno alle imprese introdotte durante l’emergenza Covid. Per gli inquirenti mancavano i requisiti previsti dalla normativa per accedere ai benefici.
Per quanto riguarda Bioera, società della quale Santanchè è stata presidente del consiglio di amministrazione dal 2012 al 2022, la Procura contesta anche la distribuzione di compensi ritenuti sproporzionati e la presunta redazione di bilanci non conformi alle norme, nonostante una situazione patrimoniale negativa.
L’avviso di conclusione delle indagini rappresenta l’ultimo passaggio prima dell’eventuale richiesta di processo.
Fonte: Ansa