Sei anni dopo la morte di Mario Paciolla, Amnesty rilancia la richiesta di verità

15 Luglio 2026 - 12:41

Sei anni dopo la morte di Mario Paciolla, Amnesty rilancia la richiesta di verità

A sei anni dalla morte di Mario Paciolla, Amnesty International Italia torna a chiedere verità e giustizia e sollecita l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta per fare luce sui numerosi aspetti ancora irrisolti della vicenda.

Il cooperante delle Nazioni Unite, originario di Napoli, venne trovato senza vita il 15 luglio 2020 nella sua abitazione in Colombia, dove lavorava per la Missione di verifica dell’Onu incaricata di monitorare l’attuazione degli accordi di pace tra il governo colombiano e le ex Farc.

Le autorità colombiane e italiane hanno concluso le rispettive indagini sostenendo l’ipotesi del suicidio. Anche la Procura di Roma, che aveva aperto un fascicolo per omicidio, ha successivamente chiesto e ottenuto l’archiviazione del procedimento dopo una prima richiesta respinta dal giudice nel 2023.

La decisione continua però a essere contestata dalla famiglia del cooperante e da Amnesty International, che evidenziano la presenza di diversi elementi ritenuti ancora privi di una spiegazione definitiva.

Tra i punti indicati figurano le presunte alterazioni della scena del ritrovamento, alcune incongruenze tra le ferite riportate dal giovane e la ricostruzione del suicidio, oltre allo stato di forte preoccupazione manifestato da Paciolla nei giorni precedenti alla morte.

Secondo quanto riportato nel disegno di legge presentato in Senato nel luglio 2025, resta inoltre da chiarire la scomparsa del computer, del telefono cellulare e dell’agenda personale del cooperante.

Nel documento viene citato anche il comportamento di un funzionario delle Nazioni Unite che avrebbe disposto la pulizia dell’appartamento prima dell’arrivo della polizia locale e che successivamente si sarebbe avvalso dell’immunità diplomatica per non rispondere agli investigatori.

La proposta di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta è stata assegnata alla Commissione Affari esteri e Difesa del Senato nel febbraio 2026, ma l’esame del provvedimento non è ancora iniziato.

Fonte: NapoliToday

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