Roma, perquisizioni dopo i cortei: 60 controlli in 23 città per istigazione alla violenza sui social

31 Ottobre 2026 - 20:55

Roma, perquisizioni dopo i cortei: 60 controlli in 23 città per istigazione alla violenza sui social

Sono scattate sabato 31 ottobre le perquisizioni dopo i cortei che nelle ultime settimane hanno attraversato l’Italia. La Digos e la Polizia postale hanno eseguito 60 controlli in 23 città. Nel mirino ci sono persone che, secondo gli investigatori, avrebbero usato chat e profili social per incitare alla violenza nelle piazze.

L’operazione arriva il giorno dopo lo sciopero generale del 30 ottobre contro carovita e riarmo, proclamato dall’Usb. La maggior parte dei cortei si è svolta in modo pacifico. Tuttavia le tensioni più forti si sono registrate a Roma e a Torino, con scontri tra gruppi di manifestanti e forze dell’ordine.

Perquisizioni dopo i cortei: cosa cercano gli investigatori

Secondo la nota diffusa dalla Polizia di Stato e ripresa dalle agenzie, gli accertamenti riguardano i messaggi pubblicati in rete in vista delle manifestazioni. Gli investigatori, infatti, vogliono capire chi avrebbe spinto altri manifestanti a compiere azioni violente. Inoltre verificano chi avrebbe mostrato online oggetti atti a offendere.

Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati diversi oggetti. Tra questi figurano:

  • repliche e armi giocattolo;
  • frangivetri e oggetti contundenti;
  • indumenti e materiale utile a travisarsi;
  • 11 telefoni cellulari, che saranno ora analizzati.

Gli accertamenti sono ancora in corso e riguardano anche le giornate di protesta delle settimane precedenti, a partire da quelle del 17 e 18 ottobre. Si tratta comunque di indagini preliminari: le eventuali responsabilità dei singoli dovranno essere accertate dall’autorità giudiziaria.

I bilanci di Roma e Torino

A Roma, dopo il corteo, alcuni gruppi hanno cercato di raggiungere le sedi istituzionali. Ne sono nati scontri nella zona del Colosseo e lungo il Tevere, con lancio di sassi e petardi. La polizia ha risposto con cariche, lacrimogeni e idranti. Nella Capitale sono state identificate centinaia di persone e alcune sono state fermate.

Anche a Torino la giornata è stata segnata da tensioni e tafferugli con le forze dell’ordine nel centro cittadino. Pure qui gli agenti hanno identificato numerosi manifestanti. Le operazioni di oggi, quindi, puntano a individuare chi avrebbe soffiato sul fuoco attraverso la rete.

Napoli, il corteo si è chiuso senza scontri

A Napoli, invece, la giornata di sciopero si è conclusa senza incidenti. Il corteo ha attraversato la città fino a piazza del Plebiscito, dove la manifestazione si è sciolta in modo pacifico. Secondo gli organizzatori in strada c’erano circa 20mila persone. Il racconto del percorso è nel nostro articolo sul corteo contro il carovita a Napoli.

Le perquisizioni dopo i cortei, quindi, segnano una nuova fase dell’attività investigativa. Il materiale sequestrato, a partire dai telefoni, servirà a ricostruire chat e contatti. Gli accertamenti proseguiranno nei prossimi giorni, anche in vista delle prossime mobilitazioni. I dettagli sono riportati dall’agenzia ANSA.

Fonti: ANSA, LaPresse, Open, Fanpage, Il Mattino, Il Fatto Quotidiano.