«Per me Alfredo era come un fratello. Gli volevo bene, è stata una leggerezza». Si è difeso così Elico Fantuzzi, 76 anni, accusato di aver provocato la morte del cugino Alfredo Tamagnini, 74 anni, lasciandogli a disposizione un bombolone alla crema nonostante fosse impossibilitato a mangiare cibi solidi. L’uomo è indagato per omicidio volontario premeditato.
La tragedia risale al 27 giugno e si è consumata all’interno della residenza per anziani I Tulipani, dove viveva Tamagnini. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Fantuzzi avrebbe portato con sé il dolce e lo avrebbe lasciato sul tavolo, alla portata del parente, mentre parlava con il personale della struttura.
Il 74enne, non autosufficiente e affetto da una grave forma di disfagia, avrebbe tentato di mangiare il bombolone. La sua alimentazione prevedeva esclusivamente cibi liquidi e il boccone gli avrebbe ostruito le vie respiratorie, provocandone il soffocamento.
Nel corso dell’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari, il 76enne ha scelto di non rispondere alle domande, rendendo invece dichiarazioni spontanee. Ha negato qualsiasi intenzione di uccidere il cugino, definendo quanto accaduto una leggerezza.
La Procura ha chiesto la conferma degli arresti domiciliari, mentre la difesa ha sollecitato una misura meno restrittiva, l’obbligo di firma, anche per consentire all’indagato di incontrare figli e nipoti.
Tra gli elementi al vaglio degli investigatori ci sono anche le possibili motivazioni del gesto. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, Tamagnini avrebbe avuto un patrimonio immobiliare superiore ai 300mila euro e Fantuzzi sarebbe stato indicato tra i possibili eredi insieme ad altri due parenti.
Una nipote del 76enne ha però difeso lo zio, sostenendo che il dolce sarebbe stato portato con l’intenzione di fare una gentilezza al cugino. Le indagini dovranno chiarire le circostanze della morte e le responsabilità dell’indagato, che resta presunto innocente fino a sentenza definitiva.
Fonte: Fanpage.it