Dopo cinque mesi di profonda agonia vissuti nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Terni, si è spenta Fatiha El Afghani, la quarantaquattrenne di origini marocchine brutalmente aggredita lo scorso nove maggio a bordo di un autobus di linea della linea 622 nei pressi di Stroncone. L’aggressione, avvenuta nel primo pomeriggio sotto gli occhi terrorizzati dei passeggeri e della conducente del mezzo pubblico, era stata compiuta dal marito della donna, il quarantaduenne Mohamed El Messaoudi, che la stava attendendo a bordo armato di un martello appena acquistato per tre euro e novanta centesimi con l’etichetta del prezzo ancora attaccata. L’uomo ha sferrato almeno otto violentissimi colpi diretti principalmente al volto e al cranio della consorte, provocandole lesioni cerebrali gravissime che sono risultate irreversibili fin dalle prime settimane. L’attacco si è consumato nonostante l’aggressore fosse già sottoposto al divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico per precedenti episodi di maltrattamenti in famiglia, un dispositivo che l’uomo si era strappato e aveva abbandonato a terra poco prima dell’aggressione. Subito dopo la violenza l’uomo ha fatto perdere le sue tracce per poi essere individuato e arrestato dai carabinieri tre giorni più tardi mentre faceva colazione in un bar della zona. Attualmente detenuto nel carcere di Sabbione, l’uomo vedrà ora la propria posizione giudiziaria aggravarsi significativamente, poiché la Procura della Repubblica di Terni modificherà il capo di imputazione da tentato femminicidio pluriaggravato a omicidio volontario aggravato.
Fonte: ansa