Una donna di 28 anni, identificata dagli atti giudiziari come Thomas, è stata condannata a 13 anni di reclusione dal tribunale della contea di Jackson, in Missouri, per la drammatica morte della figlia di appena un mese. La tragedia risale al 9 febbraio 2024, quando gli agenti di polizia di Kansas City, allertati intorno alle 13:30 per una neonata che non respirava, ritrovarono il corpo della piccola senza vita e con devastanti ustioni all’interno del forno dell’abitazione.
La condanna è giunta martedì 22 settembre a seguito di un accordo di patteggiamento formale. A fronte dell’ammissione di colpevolezza da parte dell’imputata, la pubblica accusa ha ritirato la più grave imputazione di omicidio di primo grado, originariamente formulata in aggiunta alla contestazione iniziale di messa in pericolo del benessere di un minore con esito letale. La donna si è sempre difesa sostenendo la tesi della tragica fatalità: agli inquirenti era stato riferito che l’intenzione della madre era quella di mettere a dormire la bambina, adagiandola tuttavia “per errore” nel forno anziché nella culla.
Nel dispositivo emesso dalla giudice Sarah A. Castle è stato certificato che la ventottenne ha reso la sua confessione in piena lucidità e consapevolezza delle conseguenze legali, senza sollevare alcuna eccezione relativa a infermità mentale. Alla condannata non è stata concessa la libertà vigilata; sconterà la pena detentiva presso una struttura del Dipartimento Penitenziario del Missouri, con il computo della carcerazione preventiva già sofferta e l’obbligo di corrispondere 68 dollari al Fondo statale di risarcimento per le vittime di reato.
Fonte: Fanpage.it