Le prime parole di Trump dopo l’attentato: “ È stato tutto inaspettato “

26 Aprile 2026 - 10:11

Le prime parole di Trump dopo l’attentato: “ È stato tutto inaspettato “

«È stato molto inaspettato», dichiara Donald Trump ai giornalisti alle 22:31, mentre prende la parola dal podio della briefing room della Casa Bianca. Subito dopo aggiunge: «Questo era un evento dedicato alla libertà di espressione e avrebbe dovuto riunire persone di entrambi i partiti insieme ai membri della stampa. In parte, ci è riuscito».

Nel frattempo, noi giornalisti lasciamo in fretta il Washington Hilton, dove si svolge la cena, appena arriva l’annuncio: entro 30 minuti il presidente terrà una conferenza stampa alla Casa Bianca. Per questo motivo, percorriamo diversi isolati per trovare un taxi tra le strade bloccate dalla polizia; poi, senza fermarci, copriamo di corsa l’ultimo tratto a piedi, ancora in abiti da sera, tra frac, vestiti lunghi e tacchi.

Quando arriviamo nella sala briefing, però, i tecnici non hanno ancora verificato l’audio. Di conseguenza, i microfoni prima rimbombano e poi smettono di funzionare, rendendo difficile capire le parole del presidente.

Intanto, Trump si presenta circondato dai suoi ministri: accanto a lui ci sono il capo dell’FBI Kash Patel, il ministro della Giustizia Todd Blanche e, alle sue spalle, il vicepresidente Vance. Inoltre, si vedono il capo del Pentagono Hegseth, il segretario di Stato Marco Rubio, la portavoce Karoline Leavitt e la first lady Melania Trump.

A quel punto, il presidente ricostruisce la dinamica: l’attentatore corre per circa 45 metri e poi spara a un agente a distanza ravvicinata con una pistola molto potente. Tuttavia, l’agente sopravvive grazie al giubbotto antiproiettile. Subito dopo, Trump racconta di averlo chiamato personalmente per dirgli che prova affetto e rispetto nei suoi confronti. Nel frattempo, le autorità catturano l’attentatore e lo trasportano in ospedale. Tutto accade fuori dalla sala della cena.

Ripensando a quei momenti, Trump spiega che, dal palco dove si trovava, inizialmente scambia il rumore degli spari per quello di un vassoio caduto. Poi, però, comprende che si tratta di colpi di pistola. Alcuni presenti lo capiscono subito, mentre altri impiegano più tempo. Lui stesso osserva la situazione per capire cosa stia succedendo e ammette che probabilmente avrebbe dovuto abbassarsi più rapidamente.

Successivamente, il presidente racconta di aver voluto tornare nella sala almeno per salutare gli ospiti. Tuttavia, il protocollo di sicurezza glielo impedisce, nonostante lui insista con forza. Nel frattempo, scherza dicendo che avrebbe pronunciato «il discorso più inappropriato mai fatto». Inoltre, annuncia che la cena verrà riprogrammata entro un mese.

Quando i giornalisti gli chiedono come spieghi questo terzo attentato contro di lui, Trump risponde che la sua è «una professione pericolosa». Per chiarire il concetto, paragona il suo ruolo a quello dei piloti di auto da corsa o dei praticanti di bull riding. Poi aggiunge di aver studiato i tentativi di assassinio e sostiene che le persone più influenti e attive diventano spesso bersagli. A sostegno di questa tesi, cita Abraham Lincoln.

In seguito, il presidente definisce l’attentatore un «lupo solitario» e «una persona malata». Inoltre, esclude qualsiasi collegamento con la guerra in Iran.

Per quanto riguarda Melania, Trump afferma che l’episodio ha avuto un forte impatto emotivo su di lei. Quando un giornalista le chiede un commento, però, la first lady preferisce non rispondere.

Nel frattempo, emergono alcune critiche sulla sicurezza dell’evento. Trump, invece, difende con decisione i servizi segreti: sottolinea che hanno agito rapidamente e afferma di esserne rimasto molto colpito, aggiungendo che sarebbe stato il primo a lamentarsi in caso contrario.

Infine, il presidente invita all’unità: «Dobbiamo risolvere le nostre differenze: repubblicani, democratici e indipendenti». Subito dopo, collega l’attentato a una proposta concreta: la necessità di costruire una nuova sala da ballo alla Casa Bianca. Secondo lui, serve uno spazio più grande e molto più sicuro, resistente ai droni e ai proiettili. Conclude affermando che sia i servizi segreti sia i militari ritengono questa struttura indispensabile.
fonte corriere.it

foto credits adnkronos

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