Il Premio Nobel: “Mio nipote combatte per l’Isis e ha detto che mi ucciderà”

17 Dicembre 2018 - 13:05

Il Premio Nobel: “Mio nipote combatte per l’Isis e ha detto che mi ucciderà”

Il Premio Nobel: “Mio nipote combatte per l’Isis e ha detto che mi ucciderà”

Il nipote di soli 11 anni sottoposto ad un lavaggio del cervello e trasformato in un jihadista, che è arrivato a minacciarla di morte. Lei ridotta ad una schiava sessuale. Lo si legge sulla edizione online de Il Mattino. Nuovi aspetti degli orrori subiti dagli yazidi ad opera dell’Isis sono stati rivelati oggi da Nadia Murad. Insignita del Premio Nobel 2018 per la sua campagna in difesa delle migliaia di donne della sua comunità sequestrate dai miliziani dello Stato islamico in Iraq. 

Parlando al Forum di Doha – si legge – Nadia ha denunciato. Non solo i jihadisti che nell’estate del 2014 portarono la morte e la distruzione nella regione di Sinjar, dove viveva. Ma anche i governi che prima di allora discriminavano la sua gente e la comunità internazionale che ancora non ha fatto abbastanza per punire i colpevoli delle violenze. Per arrivare infine a puntare il dito contro la mentalità tradizionale del suo stesso mondo. In cui è ben difficile per una donna parlare di uno stupro subito per paura di essere emarginata.

Nada mette in evidenza gli aspetti più inquietanti degli orrori vissuti dagli yazidi. Comprese le complicità di alcuni vicini di casa con i jihadisti per ragioni d’interesse. O il veleno dell’ideologia fondamentalista che arriva a contaminare anche alcuni dei parenti più stretti. Come accaduto appunto al nipote. “Aveva solo 11 anni – ha ricordato la giovane ex prigioniera – quando è stato sequestrato dai miliziani. Lo hanno separato dai genitori e lo hanno trasformato in un combattente dell’Isis. Ho cercato di contattarlo, ma mi ha risposto che lui era sul giusto cammino, e mi ha minacciato di morte se avessi continuato a cercarlo”. (ilmattino.it)