La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza hanno scoperto un presunto giro di sfruttamento della prostituzione. Le attività illecite avvenivano dentro centri benessere e case private a Milano.
Dieci persone gestivano interamente questa rete criminale. Gli indagati hanno nazionalità italiana e marocchina. Inoltre, le forze dell’ordine hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari su delega della Procura di Milano.
Diverse strutture di polizia hanno collaborato attivamente all’operazione. Infatti, i Commissariati Lambrate, Lorenteggio, Sempione, Porta Genova e la Squadra Mobile di Como hanno fornito un supporto fondamentale. Pertanto, gli agenti hanno arrestato otto persone in carcere e due agli arresti domiciliari.
Gli indagati affrontano ora accuse molto gravi. Infatti, la Procura contesta i reati di associazione a delinquere, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Inoltre, gli inquirenti contestano l’autoriciclaggio e il favoreggiamento della permanenza illegale in Italia.
Parallelamente, le forze dell’ordine hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo. Di conseguenza, gli agenti hanno bloccato circa 350mila euro derivanti direttamente dall’autoriciclaggio. Allo stesso modo, le autorità hanno sequestrato cinque immobili usati per la prostituzione a Milano.
Ciascun indagato ricopriva ruoli ben definiti nell’organizzazione. Quindi, alcuni membri finanziavano la struttura illecita con il proprio denaro. Inoltre, altri soggetti individuavano i locali, assumevano fittiziamente le ragazze e riscuotevano le quote fissate. Infine, altri indagati gestivano la pubblicità online, i telefoni e i tariffari per i clienti.
L’organizzazione usava contratti di lavoro falsi per scopi illeciti. Nello specifico, i membri creavano società e associazioni no profit fittizie con finti scopi culturali. Di conseguenza, il gruppo favoriva l’ingresso illegale e la permanenza di cittadine straniere in Italia.
Infine, gli investigatori hanno individuato ed esaminato numerosi conti correnti italiani ed esteri. Questi conti appartenevano agli indagati e a società di informatica ed immobiliare. Di conseguenza, gli inquirenti hanno ricostruito chiaramente l’intero flusso di denaro proveniente dall’attività illecita.
Fonte: Fanpage