Al Maradona va in scena una di quelle serate che nascono male e finiscono peggio. Napoli-Lazio doveva essere una partita importante per restare agganciati in alto, per dare un segnale. E invece si trasforma in un incubo. Probabilmente la peggior prestazione stagionale degli azzurri, almeno dal punto di vista tecnico. E la cosa che fa più rumore è che in campo ci sono i migliori.
Il centrocampo è quello delle grandi occasioni: De Bruyne, McTominay, Gilmour e Lobotka, dietro a Højlund. I cosiddetti “Fab Four”, qualità, fisicità, tutto. In difesa l’unico cambio è Beukema al posto di Juan Jesus. Sulla carta, una squadra fortissima.
In campo, tutt’altro. Il Napoli non riesce a costruire nulla. Zero ritmo, zero idee, zero pericolosità. Non c’è un’azione pulita, non c’è una combinazione che funzioni. Solo errori tecnici, uno dopo l’altro.
E la partita si mette subito in salita. La Lazio colpisce alla prima vera occasione: inserimento perfetto, palla dentro rasoterra e Matteo Cancellieri arriva a rimorchio e la mette dentro senza problemi. 1-0. Un gol semplice, ma che fotografa perfettamente la serata del Napoli: disattenzione totale.
Da lì in poi è un monologo… ma della Lazio. De Bruyne sbaglia tantissimo, cosa rarissima. McTominay è praticamente invisibile. Højlund non vince un duello, sempre fermato da un Gila in versione gigante: sembra Sergio Ramos, insuperabile su ogni pallone.
Il Napoli prova a buttare qualche cross, qualche palla dentro, ma senza convinzione. E ogni volta che la Lazio riparte, dà la sensazione di poter fare male. Squadra organizzata, compatta, preparata alla perfezione da Sarri. Un blocco solido, quasi “perfetto” nella sua semplicità.
L’occasione per riaprirla arriva… ma è un regalo.
Errore grave di Buongiorno, palla persa malamente, la Lazio riparte e Lobotka interviene in ritardo in area: calcio di rigore. Sul dischetto va Zaccagni, incrocia come sempre… ma Milinkovic-Savic para. E sulla ribattuta, lo stesso Zaccagni spara alto. Un episodio che poteva cambiare tutto. Ma non cambia niente.
Il Napoli resta spento, molle, senza reazione. Una squadra irriconoscibile. Il primo tempo finisce con De Bruyne già fuori, sostituito da Alisson Santos nel tentativo disperato di accendere qualcosa.
Nella ripresa va anche peggio.
Alisson ci prova, ha uno spunto, colpisce anche un palo esterno con una giocata bellissima. Ma è un lampo isolato. Giovane entra ma non incide, Elmas prova a mettere un po’ d’ordine, ma la sostanza non cambia. Il Napoli non c’è. E la Lazio chiude la partita. Cross in mezzo, pasticcio in area, Cancellieri spreca clamorosamente ma sulla palla arriva Basic che calcia e segna il 2-0.
Game over.
Il finale è quasi una formalità, ma anche difficile da guardare. Una partita brutta, non solo per il Napoli: proprio brutta in generale. Poche emozioni, tanti errori, ritmi bassi. Ma mentre la Lazio fa il minimo indispensabile per vincere, il Napoli non fa nemmeno quello. Zero occasioni vere, zero reazione, zero anima. Una sconfitta pesante, non solo per il risultato ma per come è arrivata. Perché perdere ci sta. Ma sparire così, in casa, con questa qualità in campo… no. E adesso serve una risposta vera. Perché una partita così non è solo un passo falso. È un campanello d’allarme bello forte.