Sono passate più di tre settimane dalla scomparsa di Sonia Bottacchiari, 49 anni, e dei suoi due figli di 14 e 16 anni. Partiti da Piacenza con quattro cani e l’attrezzatura da campeggio, della famiglia si sono perse le tracce in Friuli Venezia Giulia, dove è stata ritrovata la loro auto a Tarcento. Nonostante il silenzio dei cellulari dal 21 aprile, gli inquirenti mantengono un cauto ottimismo: come appreso da Fanpage.it, l’ipotesi privilegiata è quella di un allontanamento volontario e si cercano, con determinazione, “persone vive”.
Secondo le indagini, il quadro si arricchisce di dettagli complessi. La donna si era licenziata poco prima di partire e aveva lasciato alcune lettere dal contenuto “molto forte” a casa del nonno dei ragazzi, segnali di una profonda sofferenza interiore. Tuttavia, il fatto che i conti bancari non abbiano registrato movimenti suggerisce che la donna possa aver pianificato la fuga con largo anticipo, disponendo di contante o contando sull’appoggio di terzi. Infatti, non si esclude che qualcuno possa averli prelevati a Tarcento per portarli oltre confine.
Di conseguenza, le ricerche si sono estese su due fronti principali:
• La pista spirituale: Gli investigatori stanno setacciando le comunità buddiste, religione a cui la donna si era recentemente avvicinata. L’ipotesi è quella di un “ritiro spirituale” forzato o concordato.
• Cooperazione internazionale: Sono stati attivati i canali con Austria, Slovenia e Croazia, considerando la vicinanza del luogo del ritrovamento dell’auto con i confini di Stato.
Inoltre, sul territorio friulano continuano le operazioni con mezzi ad alta tecnologia: droni termici, elicotteri con termocamere e unità cinofile stanno setacciando le aree boschive per escludere incidenti o per rintracciare il possibile bivacco della famiglia. In conclusione, mentre l’ex marito Yuri Groppi attende con angoscia, la speranza degli inquirenti è che la rete di contatti della donna possa presto tradire la loro posizione.
fonte: Fanpage.it