Parla di “incapacità genitoriale” la nuova perizia che considera Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i genitori della cosiddetta famiglia nel bosco, non in grado di prendersi cura dei loro tre figli. La relazione è stata messa nero su bianco dalla psichiatra Simona Ceccoli, la perita nominata dal tribunale per i minorenni dell’Aquila. I bambini dal 20 novembre scorso sono collocati in una struttura protetta a Vasto dove per un primo periodo è stata ospitata anche la mamma, poi allontanata e ricongiunta al marito.
La potestà genitoriale dei due resta sospesa. Ma le conclusioni della perizia indicano un percorso che potrebbe portare, se seguito con una volontà differente da quella mostrata negli ultimi 19 mesi, a una famiglia riunita «sotto osservazione». Ma la valutazione rimane negativa. Perché i genitori hanno dimostrato competenze inadeguate. Per questo «si ritiene opportuno che i bambini restino in casa famiglia», la struttura di Vasto. L’attuale collocamento, «pur temporaneo», si configura «come adeguato e protettivo», i tre piccoli «sono ben inseriti, partecipano alla socializzazione, frequentano i momenti scolastici interni e seguono un’alimentazione vegana che mantiene le loro abitudini». Nell’ultima perizia della difesa la struttura era stata accusata di dare ai tre bimbi «zuccheri e cibi industriali».
Al momento, alcune delle condizioni che avevano portato all’allontanamento dei bimbi da un ambiente domestico ritenuto insalubre sono state risolte. In primis l’abitazione: il comune di Palmoli ha infatti messo a disposizione della famiglia una casa, dove Nathan, Catherine e i tre figli potranno stare a titolo gratuito per due anni. I genitori, però, hanno deciso che andranno a vivere nell’abitazione solo quando i figli torneranno da loro. Fino ad allora continueranno a vivere nel bosco.
Fonte: Sky Tg24; Open
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