Confindustria lancia l’allarme sulla crisi energetica: rischia di essere “la più grave della storia”. Gli industriali chiedono di rinnovare il taglio delle accise, che scade il 1° maggio.
Nello specifico, il direttore del Centro studi di Confindustria Alessandro Fontana, parlando alle commissioni Bilancio di Camera e Senato in audizione sul DFP, ha affermato: “Se la guerra finisse oggi l’impatto della guerra varrebbe 0,1-0,3 punti percentuali di mancata crescita. Con una guerra più lunga, già fino a fine anno, potremmo trovarci nella più grave crisi energetica della storia, probabilmente sarebbe una crisi sistemica”.
Inoltre, Confindustria ha chiesto lo scostamento di bilancio per varare aiuti alle imprese fino a dicembre 2026, che siano proporzionati agli aumenti dei costi di gas ed elettricità, e in particolare per le imprese elettrivore e gasivore.
Fonte: Fanpage