La decisione di concedere la grazia a Nicole Minetti torna al centro dell’attenzione. Il provvedimento, firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella su proposta del ministro della Giustizia Carlo Nordio, era stato motivato da ragioni umanitarie legate alla necessità di assistere un minore.
Ora però emergono dubbi proprio su questo punto. Secondo quanto riportato, la situazione del bambino per cui sarebbe stata concessa la clemenza presenta alcune incongruenze che hanno spinto il Quirinale ad approfondire la vicenda.
Per questo motivo, la Presidenza della Repubblica ha chiesto al Ministero della Giustizia di acquisire rapidamente nuove informazioni e verificare la correttezza degli elementi su cui si è basata la decisione. L’obiettivo è capire se i presupposti della richiesta di grazia fossero completi e attendibili.
La grazia era stata concessa nelle scorse settimane all’ex consigliera lombarda, condannata in via definitiva a 3 anni e 11 mesi per vicende giudiziarie legate ai casi Ruby e Rimborsopoli. Il provvedimento le aveva evitato il carcere proprio in virtù di esigenze familiari considerate urgenti.
Adesso però il caso si riapre sul piano politico e istituzionale. Il Quirinale vuole chiarire se tutte le informazioni fornite nella richiesta fossero corrette, soprattutto per quanto riguarda il presunto stato di bisogno del minore indicato come motivo principale della grazia.
L’istruttoria è stata avviata e si attendono risposte in tempi brevi. Nel frattempo, la vicenda alimenta polemiche e interrogativi su uno dei provvedimenti più delicati che il presidente della Repubblica può adottare.
Fonte: Fanpage.it