La morte di Lucia Tognela, 60 anni, avvenuta nei boschi di Trivigno, in provincia di Sondrio, si configura sempre più come una tragedia causata da un’aggressione animale. Secondo i primi risultati dell’autopsia eseguita il 28 aprile, non sarebbero emersi elementi compatibili con un malore improvviso precedente al decesso. Questo dato rafforza in modo significativo l’ipotesi investigativa secondo cui la donna sarebbe stata attaccata e uccisa da cinque Dogo argentini.
Il corpo della vittima era stato ritrovato il 23 aprile in un’area montana sopra Tirano, a circa 1.800 metri di quota, dove la donna si era recata per una passeggiata, abitudine quotidiana. Le ferite riscontrate sul cadavere sono risultate compatibili con morsi di cani di grossa taglia, elemento che fin da subito ha orientato le indagini verso l’aggressione da parte degli animali.
Gli investigatori avevano inizialmente preso in considerazione due scenari: da un lato, un attacco diretto dei cani; dall’altro, la possibilità che Tognela fosse stata colta da un malore e che i cani fossero intervenuti successivamente. Tuttavia, l’assenza di segni riconducibili a un malore sembra ora escludere la seconda ipotesi.
La Procura di Sondrio ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico del proprietario dei cani, Valerio Ceconi. Secondo alcune testimonianze, gli animali sarebbero stati spesso lasciati liberi, circostanza ora al vaglio degli inquirenti. Nel frattempo, i cinque cani sono stati posti sotto sequestro e verranno effettuati ulteriori accertamenti tecnici.
Le indagini proseguono per chiarire con precisione la dinamica dei fatti e accertare eventuali responsabilità.
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