Donna muore nello scontro con l’auto dell’ex, l’uomo accusato di femminicidio

19 Ottobre 2026 - 15:24

Donna muore nello scontro con l’auto dell’ex, l’uomo accusato di femminicidio

La lancetta del tachimetro della Jaguar bloccata sui 140 chilometri orari dopo l’impatto mortale.

È uno degli elementi al vaglio degli inquirenti nell’inchiesta sulla morte di Pierina Buffon, 69 anni, morta venerdì scorso in uno scontro frontale con l’auto guidata dall’ex compagno Fulvio Ielmini, 73 anni, di Gallarate, nel Varesotto. Uccisa. Dalla tarda serata di ieri l’uomo, ex commerciante di ortofrutta, è accusato di femminicidio e omicidio volontario, aggravato dai futili motivi. Si trova piantonato all’ospedale di Varese, dove è in attesa di un intervento chirurgico alla gamba sinistra, ferita nello schianto. La svolta nell’inchiesta è arrivata con il deposito della relazione degli agenti della polizia locale di Cassano Magnago, incaricati di ricostruire la dinamica di quello che inizialmente sembrava un drammatico incidente stradale. Gli accertamenti hanno portato a modificare il capo d’imputazione iniziale, da omicidio stradale alle nuove quanto ben più gravi contestazioni. Un passaggio decisivo per il quale è stata fondamentale la ricostruzione della dinamica dell’impatto.

Secondo l’ipotesi accusatoria, Ielmini avrebbe utilizzato la propria auto come un’arma, lanciandola fino a 140 chilometri orari e invadendo volutamente la corsia opposta, lungo la quale viaggiava Pierina al volante della sua Dacia. L’urto, violentissimo, non ha lasciato scampo alla donna e avrebbe potuto avere conseguenze fatali anche per lo stesso conducente della Jaguar. A rafforzare i sospetti degli investigatori è il contesto precedente alla tragedia. Lei, dopo otto anni, aveva voluto chiudere la relazione e, attraverso il proprio legale, l’avvocata Cinzia Botta, aveva inviato due diffide all’ex compagno, chiedendogli di smettere di perseguitarla. Successivamente lo aveva anche denunciato.

Tra gli aspetti al vaglio degli inquirenti, c’è inoltre la possibile installazione clandestina di un dispositivo Gps sull’auto della donna, che avrebbe consentito di monitorarne gli spostamenti. L’ipotesi emerge dalle dichiarazioni dei figli di Buffon, riportate nel decreto di perquisizione eseguito dai carabinieri. I familiari avrebbero riferito di aver già trovato in passato un sistema di geolocalizzazione sulla vettura della madre. Un dispositivo satellitare è stato inoltre sequestrato nell’abitazione di Ielmini. Il materiale sarà ora analizzato per accertarne la natura e l’eventuale utilizzo, verificando se possa essere stato impiegato per seguire i movimenti della donna prima dello schianto. Intanto, dall’ospedale, l’indagato continua a sostenere di non sapere nulla e di non avere responsabilità nella morte dell’ex compagna. In stato confusionale e assistito dall’avvocato Angelo Luini, si difende parlando di un incidente, negando di aver provocato volontariamente l’impatto.

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