Il Maradona è strapieno, caldo, carico. Nonostante l’eliminazione in Coppa Italia contro il Como abbia lasciato scorie pesanti, il pubblico azzurro risponde presente. E il Napoli risponde sul campo con una prestazione di carattere, intensa, che però non basta per prendersi i tre punti: contro la Roma finisce 2-2, un pareggio che per quanto visto sta un po’ stretto agli uomini di Conte.
La Roma si presenta con l’uomo del momento: Malen, arrivato a gennaio e già devastante. In Premier aveva fatto vedere grandi cose, ma il suo impatto in Serie A è stato addirittura superiore: tre gol nelle prime quattro partite prima di questa sfida. E al Maradona si capisce subito perché.
Il vantaggio giallorosso nasce da uno strappo di Zaragoza, altro innesto invernale. Palla lunga, controllo e accelerazione bruciante: cross teso in mezzo dove Malen anticipa Beukema, in ritardo netto, e batte un incolpevole Milinković-Savić. È l’1-0 Roma. Quarto gol in cinque partite per l’olandese. Ma non sarà l’ultimo della sua serata.
Il Napoli però gioca. Eccome se gioca. Soffre il pressing altissimo della Roma, che a tratti strozza la costruzione azzurra, ma non si scompone. La risposta arriva con una giocata personale di Spinazzola: tiro dal limite, deviazione decisiva che inganna Svilar. È 1-1, meritato per quanto prodotto dagli azzurri.
Si va al riposo sull’equilibrio. Nella ripresa, Gasperini cambia subito: fuori Zaragoza, dentro Mati Soulè, non al meglio e infatti poco incisivo.
Ma la Roma trova comunque il nuovo vantaggio. Stavolta lo strappo è di Wesley sulla sinistra: accelera e supera Rrahmani. I due si incrociano, contatto involontario di gambe in area. Rigore. Dal dischetto ancora Malen: rincorsa breve, Milinković-Savić intuisce ma non basta. 2-1 Roma, quinto gol in cinque partite. Impatto devastante, forse oltre ogni aspettativa.
Nell’azione però restano a terra sia Wesley sia Rrahmani. Entrano Olivera e un nome da segnare in rosso: Alisson Santos.
Ed è proprio l’ingresso del brasiliano a cambiare la partita. Alisson entra con un’energia diversa, elettrica. Salta l’uomo, accelera, punta Celik, che va in grande difficoltà. La prima conclusione viene neutralizzata da Svilar, ma è solo un avviso.
Il pareggio nasce da un’azione splendida: verticalizzazione di Gilmour per Højlund, sponda per Giovane, assist per Alisson Santos che stoppa verso l’interno e incrocia con freddezza. Svilar non può arrivarci. 2-2. Il brasiliano esulta quasi in lacrime, abbracciato da Giovane: la coppia verdeoro arrivata a gennaio che accende il Maradona.
Nel finale il Napoli spinge ancora. L’ultima occasione è per Gutiérrez, ma Svilar salva tutto con un’altra grande parata. E qui sta la differenza della partita: Milinković-Savić praticamente inoperoso, mentre il portiere della Roma deve intervenire più volte per evitare la sconfitta.
Finisce 2-2. Un punto che muove la classifica: il Napoli stacca la Juventus (fermato dall’Inter in una gara molto discussa) e si porta a +1 sui bianconeri. L’Inter resta lontana, a undici punti, ma il campionato è ancora lungo.
Il Napoli esce tra gli applausi. Dopo l’amarezza della Coppa Italia, arriva una prestazione viva, intensa, con nuovi segnali importanti: Alisson Santos può essere un’arma vera, la squadra ha reagito due volte allo svantaggio e non ha mai smesso di crederci.
Non basta per vincere. Ma basta per dire che il Napoli è ancora lì. E che non ha nessuna intenzione di mollare.