Torna in carcere il commesso di 42 anni accusato di aver abusato di una 13enne all’interno del minimarket in cui lavorava. Il Tribunale del Riesame ha accolto la richiesta della Procura, ribaltando così la precedente decisione della giudice per le indagini preliminari, che aveva disposto per l’uomo soltanto l’obbligo di firma.
La decisione è stata depositata martedì 15 settembre. Secondo il Riesame, esisterebbe un concreto rischio di reiterazione del reato, elemento che renderebbe necessaria la custodia cautelare in carcere.
A pesare sulla decisione sarebbero stati anche i filmati delle telecamere di videosorveglianza del minimarket. Dalle immagini sarebbe emerso infatti che, circa 40 minuti prima dell’episodio che ha coinvolto la 13enne, il 42enne avrebbe aggredito un’altra donna, cliente del negozio.
La vicenda risale al 28 agosto, quando la ragazzina era entrata nel minimarket per acquistare la merenda per i fratelli. Secondo la ricostruzione riportata nell’articolo, il commesso si sarebbe avvicinato con il pretesto di darle un abbraccio e l’avrebbe poi palpeggiata, mentre l’episodio veniva ripreso dalle telecamere.
Dopo essere uscita dal negozio, la 13enne avrebbe raccontato quanto accaduto a un amico e successivamente ai genitori. Gli agenti avevano quindi raggiunto il 42enne poche ore dopo direttamente sul posto di lavoro, procedendo al suo arresto.
L’uomo era stato inizialmente trasferito in carcere, dove era rimasto per meno di 48 ore. Durante l’udienza successiva, però, la gip aveva disposto la sua scarcerazione, sostituendo la custodia cautelare con l’obbligo di firma.
Tra gli elementi valutati dalla giudice c’erano il fatto che il 42enne fosse incensurato e quello che era stato definito un atteggiamento collaborativo, anche in relazione alla consegna delle immagini delle telecamere di sicurezza. La gip aveva inoltre considerato il comportamento dell’uomo, descritto come “evidentemente dispiaciuto”.
La Procura aveva impugnato il provvedimento chiedendo nuovamente la custodia in carcere. Il Tribunale del Riesame ha ora accolto la richiesta, ritenendo concreto il pericolo di reiterazione e valutando come particolarmente grave la condotta contestata all’uomo.
Nel corso dell’udienza, il 42enne aveva ribadito, attraverso una memoria, di voler intraprendere un percorso per farsi aiutare. Per i giudici, tuttavia, questo elemento non sarebbe sufficiente a escludere il rischio di nuovi episodi.
Il commesso dovrà quindi tornare in carcere, dopo essere stato già detenuto per meno di due giorni subito dopo l’arresto del 28 agosto.
Fonte: Fanpage.it