Ha abusato di due bambine di 10 e 16 anni approfittando della fiducia conquistata con piccoli lavori domestici. Un uomo è stato arrestato e trasferito in carcere con un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale, al termine di indagini serrate coordinate dalla Procura. L’accusa è pesantissima: violenza sessuale aggravata.
Le violenze si sono consumate in almeno quattro occasioni, in un arco temporale che va dall’estate dello scorso anno alla primavera appena trascorsa. L’aggressore si introduceva nell’abitazione delle due minori, entrambe di nazionalità straniera, con il pretesto di eseguire interventi di manutenzione domestica. Un contesto apparentemente ordinario che ha reso ancora più subdola la dinamica degli abusi, tutti avvenuti tra le pareti che avrebbero dovuto garantire protezione.
A far scattare le manette sono stati i carabinieri, che hanno raccolto elementi indiziari giudicati solidi dal pubblico ministero. Il fascicolo, coordinato dal procuratore facente funzione Francesco Raffaele, ha portato rapidamente all’emissione della misura cautelare più dura, proprio in considerazione della reiterazione delle condotte, della giovane età delle vittime e del grave trauma psicologico inflitto. La legge italiana, in casi del genere, prevede pene severissime: l’articolo 609-ter del codice penale punisce la violenza sessuale su minori con la reclusione da sei a dodici anni, aggravata ulteriormente quando il reato è commesso da chi intrattiene rapporti di fiducia o frequentazione abituale con le vittime. L’aggravante non lascia spazio a interpretazioni morbide.
L’indagato si trova ora ristretto in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le due minorenni sono state ascoltate in audizione protetta, secondo le modalità previste dalla Carta di Noto a tutela della loro integrità psicologica, e quanto emerso dai loro racconti ha disegnato un quadro di sofferenza che gli inquirenti definiscono drammatico e inconfutabile. La comunità è scossa, mentre gli investigatori non escludono che possano emergere nuovi particolari una volta analizzati tutti i dispositivi sequestrati e sentite ulteriori persone informate sui fatti. Ogni dettaglio resta coperto dal massimo riserbo, ma la notizia rilancia con urgenza il dibattito sulla protezione dei minori nei contesti di prossimità domestica, dove spesso il pericolo ha il volto di chi bussa alla porta con una scusa qualsiasi.
Fonte: Procura della Repubblica di Avellino, Il Mattino