Momenti di forte tensione nella serata di sabato 18 luglio a Casoria, in provincia di Napoli, dove un uomo armato di un coltello lungo circa 35 centimetri ha seminato il panico tra i passanti, tentando di aggredire un giovane e opponendo poi una violenta resistenza agli agenti della Polizia Locale intervenuti sul posto. L’intervento congiunto dei caschi bianchi e dei militari dell’Esercito Italiano, impegnati nei servizi “Strade Sicure” e “Terra dei Fuochi”, ha evitato conseguenze più gravi.
L’allarme è scattato intorno alle 22.40, quando diversi cittadini si sono avvicinati al posto di controllo della Polizia Locale, all’incrocio tra via Pio XII e via Marconi, segnalando la presenza di un uomo armato che stava minacciando le persone in strada. Secondo le prime ricostruzioni, poco prima avrebbe tentato di colpire un altro ragazzo, riuscito però a mettersi in salvo fuggendo.
Ricevuta la segnalazione, gli agenti coordinati dal comandante Pasquale Pugliese hanno avviato immediatamente le ricerche, rintracciando il sospetto nel centro cittadino ancora in possesso del coltello. Alla richiesta di consegnare l’arma e fornire i documenti per l’identificazione, l’uomo avrebbe reagito con violenza, cercando di sottrarsi al controllo e ingaggiando una colluttazione con gli operatori.
Dopo alcuni momenti di tensione, gli agenti sono riusciti a immobilizzarlo, disarmarlo e mettere in sicurezza l’area. Il coltello, lungo complessivamente circa 35 centimetri, è stato sequestrato.
L’uomo è stato accompagnato negli uffici del Comando di Polizia Locale per l’identificazione e, al termine degli accertamenti coordinati dalla Procura della Repubblica competente, è stato denunciato in stato di libertà con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, tentate lesioni personali aggravate e porto abusivo di arma od oggetto atto a offendere.
Sono ancora in corso le indagini per identificare il giovane che sarebbe stato aggredito e acquisire le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. Come previsto dalla legge, l’indagato è da ritenersi presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
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