“Via le mascherine all’aperto dal 28 giugno”, l’annuncio di Speranza dopo l’ok del Cts

22 Giugno 2021 - 8:24

“Via le mascherine all’aperto dal 28 giugno”, l’annuncio di Speranza dopo l’ok del Cts

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo il parere favorevole del Comitato Tecnico Scientifico, annuncia che, dal 28 giugno superiamo l’obbligo di indossare le mascherine

all’aperto in zona bianca, ma sempre nel rispetto delle indicazioni precauzionali stabilite dal Cts. Gli esperti hanno confermato che ci sono le condizioni per togliere la mascherina

all’aperto. Resta l’obbligo di indossarla in caso di assembramenti. Il Cts dopo un confronto durato oltre due ore trova l’accordo. Secondo gli esperti sarebbe opportuno comunque

mantenere il distanziamento, se non si è congiunti, e la mascherina andrà comunque indossata nei luoghi a rischio assembramento all’aperto così come sui mezzi di trasporto, ma

non quando si è a tavola. Sulla decisione ha influito anche la percentuale di vaccini somministrati in Italia. Il nodo discoteche resta ora da affrontare l’ultimo tema su cui ancora

non sono stati forniti un parere, né una data: la questione sulla riapertura delle discoteche potrebbe essere affrontata nei prossimi giorni e, mentre sembra scontato l’accesso solo con

green pass in locali soltanto all’aperto, resta il nodo sull’utilizzo della mascherina una volta entrati. “Ovunque ci sono assembramenti e feste abusive in locali e lidi. Se non avremo una

data di riapertura entro l’inizio di luglio, consegneremo le licenze e saremo costretti a comportarci da abusivi anche noi pur di lavorare – protesta il presidente del Silb, il

sindacato dei gestori di sale da ballo -. Se ritardano la nostra apertura togliendoci altri dieci giorni di lavoro da luglio, ci costringono a non ripartire”. Ad oggi, secondo le stime della

struttura commissariale per l’emergenza Covid, l’esercito di operatori ‘no-vax’ conterebbe oltre 45mila professionisti, dei quali però solo lo 0,2% – precisano i sindacati di categoria – è

rappresentato da medici. Partono le sospensioni per gli operatori sanitari “no-vax”Intanto le aziende sanitarie di varie Regioni hanno avviato le prime procedure per la sospensione degli operatori sanitari non vaccinati

contro il Covid. Si tratta di medici, infermieri, operatori delle varie professioni sanitarie e assistenti socio-sanitari per i quali la legge prevede l’obbligo vaccinale quale requisito per l’esercizio della professione.