Doveva essere un normale momento di pausa all’asilo, ma nel giro di pochi minuti si è trasformato in un dramma destinato a segnare per sempre la vita di un bambino di appena 18 mesi e della sua famiglia. Il piccolo avrebbe rischiato di morire soffocato durante la merenda dopo che una focaccina gli sarebbe rimasta bloccata nella trachea, impedendogli di respirare per quasi mezz’ora.
La vicenda risale allo scorso 4 febbraio. Secondo le prime ricostruzioni, il bambino avrebbe ingerito il pezzo di cibo durante l’orario della merenda all’interno dell’asilo nido comunale che frequentava. Dopo i primi tentativi di soccorso da parte del personale scolastico, è stato richiesto l’intervento urgente del 118.
Quando i sanitari sono arrivati sul posto, il piccolo si trovava già in arresto cardiaco e in condizioni considerate disperate. I soccorritori sono riusciti a rianimarlo e a liberare le vie respiratorie, permettendogli di tornare a respirare autonomamente. Le manovre di salvataggio, però, sarebbero durate circa 27 minuti, un intervallo di tempo che avrebbe provocato conseguenze neurologiche gravissime.
Secondo quanto riferito ai genitori, il bambino avrebbe riportato una severa encefalopatia ipossico-ischemica, una lesione cerebrale causata dalla prolungata mancanza di ossigeno. Le conseguenze potrebbero compromettere in modo permanente alcune capacità motorie e cognitive.
Dopo il ricovero ospedaliero, il piccolo è stato trasferito in una struttura specializzata dove dovrà affrontare un lungo percorso di riabilitazione.
Nel frattempo la Procura ha aperto un’inchiesta per lesioni colpose contro ignoti, con l’obiettivo di chiarire eventuali responsabilità. Tra gli aspetti sotto esame anche il rispetto delle linee guida sulla somministrazione del cibo ai bambini più piccoli e le procedure di emergenza adottate durante l’incidente.
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