L’attore statunitense RJ Mitte è scomparso il 12 ottobre 2026 all’età di 34 anni in Texas. A dare notizia del decesso è stato il suo portavoce, che alla testata People ha confermato l’ipotesi di suicidio, sebbene le autorità locali mantengano cautela in attesa degli esiti peritali e dell’autopsia ufficiale. Noto a livello globale per il ruolo di Walter White Jr. nella celebre serie televisiva Breaking Bad, Mitte ha rappresentato una figura cardine nella sensibilizzazione sociale contro il bullismo e nella promozione dell’inclusione per gli artisti con disabilità nell’industria dell’intrattenimento.
Dalla paralisi cerebrale infantile alla ribalta cinematografica
Nato Roy Frank Mitte III, all’età di tre anni gli venne diagnosticata una paralisi cerebrale infantile che ne limitava la mobilità, in particolare sul lato sinistro del corpo. Cresciuto affrontando anni complessi di fisioterapia, riabilitazione, gessi e tutori ortopedici con il sostegno costante della madre Dyna, Mitte dovette fare i conti anche con pesanti episodi di bullismo e violenza durante gli anni scolastici.
Nel 2006 il trasferimento a Los Angeles al seguito della sorella minore Lacianne aprì inaspettatamente la strada ai primi provini nel mondo dello spettacolo:
Il successo con Breaking Bad: dopo le prime comparse in produzioni televisive come Hannah Montana, a 14 anni superò cinque selezioni ottenendo il ruolo del figlio adolescente di Bryan Cranston (Walter White), personaggio con il quale condivideva la medesima patologia, accentuandone voce e andatura con le stampelle;
La carriera successiva: concluse le riprese della serie nel 2013, Mitte ha preso parte alla serie Switched at Birth e a pellicole quali Standing Up for Sunny e Triumph. Tra i suoi ultimi impegni artistici, lo scorso 30 settembre 2026 aveva presenziato alla prima di Talking to Strangers.
L’attivismo per i diritti e la parità a Hollywood
Parallelamente al lavoro sul set, Mitte ha dedicato gran parte del proprio percorso all’impegno civile:
Contrasto al bullismo: ambasciatore per gli Shriners Hospitals for Children, ha promosso attivamente la campagna educativa #CutTheBull;
Integrazione professionale: nel 2014 è stato tra i volti del progetto nazionale Who I Am, supportato dal Dipartimento del Lavoro statunitense e proiettato alla Casa Bianca, volto a scardinare gli stereotipi occupazionali legati alle persone con disabilità;
Rappresentanza a Hollywood: membro di giuria per l’Easterseals Disability Film Challenge, si è battuto costantemente affinché gli attori e i tecnici disabili ottenessero pari opportunità d’accesso ai provini e ruoli professionali liberi da cliché e pregiudizi.
Fonte: Fanpage.it