La Corte d’Appello del Lavoro di Milano ha accolto il ricorso dei legali di Ilaria Salis, annullando la sentenza di primo grado che imponeva all’eurodeputata di Avs di pagare circa 300 mila euro complessivi a due ex collaboratori licenziati.
L’annullamento è stato disposto a causa di un difetto di notifica: la difesa ha dimostrato che l’europarlamentare non era stata correttamente informata dell’avvio del procedimento e aveva saputo dell’esistenza della causa solo a condanna già avvenuta. Questo vizio procedurale aveva impedito alla Salis di costituirsi in giudizio e di esercitare il proprio diritto di difesa.
Il verdetto di primo grado – che stabiliva un risarcimento basato sulle retribuzioni che i due assistenti avrebbero dovuto percepire fino alla scadenza naturale dei contratti, prevista per il 2029 – decade completamente. Il procedimento tornerà quindi in primo grado e dovrà essere celebrato dall’inizio.
«Sentenza annullata, riconosciute le mie ragioni», ha commentato con soddisfazione l’europarlamentare.
fonte Agi