Litiga per una sigaretta gettata in mare, poi accusa un malore: muore in Calabria un 56enne maresciallo dei carabinieri

Antonio Carbone, 56 anni, colpito da ictus, dopo aver avuto un diverbio con un vicino di ombrellone mentre si trovava nella spiaggia di Paola
sei in  Cronaca

3 mesi fa - 17 Agosto 2021

Tragedia sulla spiaggia di Paola,
in provincia di Cosenza.

E’ morto ,dopo essere stato colpito,
da un malore, il maresciallo dei carabinieri Antonio Carbone.

Un 56enne di origini calabresi ,
ma da anni residente ,in Piemonte,
ora in servizio ,alla tenenza ,
di Ciriè.

L’uomo ,era molto conosciuto ,
per aver già guidato ,le stazioni ,
di Lanzo Torinese ,e Chialamberto.

Lo ricordano, come una persona,
“buona, sempre a disposizione del prossimo”.

Era da un giorno ,in vacanza ,
nella “sua” Calabria, nel luogo di cui era originario.

Secondo ,la versione raccontata ,
dal fratello ,avrebbe rimproverato ,
un vicino di ombrellone, per aver gettato in acqua ,una cicca ,
di sigaretta.

Da lì ,sarebbe nata ,una lite ,
degenerata ,in frasi,
abbastanza accese.

Il maresciallo ,sarebbe poi tornato ,
al suo ombrellone, mentre gli altri si sarebbero allontanati.

Ma improvvisamente, si è accasciato.

Sono intervenuti subito i bagnini,
e soccorritori del 118 ,ma ,
non c’è stato ,nulla fa fare.

È morto ,prima di raggiungere l’ospedale.

Sono in corso ,le indagini ,
degli agenti, del commissariato di Paola, coordinati dalla procura locale, che ha disposto l’autopsia.

“Quel che mi preme ,è che, si dica,
che mio fratello è morto ,
mentre difendeva l’ambiente”.

Afferma il fratello.
Ha deciso ,di ricordare ,suo fratello sui social.

“Un gesto da poco, un gesto banale, chiedere con gentilezza ,di non buttare rifiuti in mare.

Ma l’ignoranza violenta ,
e la protervia minacciosa ,
hanno avuto la meglio”.

Poi il ringraziamento:
“grazie Antonio ,per averci ,
fatto vedere ,un uomo all’opera,
un uomo ,che si prende cura,
della casa comune, un uomo che con gentilezza, chiede ai calabresi ,
di non distruggere la Calabria.

È morto un carabiniere, nell’esercizio delle sue funzioni, di essere umano,
si chiamava Antonio Carbone, mio fratello”.

Tantissimi i messaggi di cordoglio ,
ai familiari dalla Calabria,
ma anche dal torinese, terra che lo aveva accolto.

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