Uccisa e gettata dal cavalcavia, ergastolo per l’ex compagno

15 Maggio 2026 - 8:52

Uccisa e gettata dal cavalcavia, ergastolo per l’ex compagno

La Corte d’Assise di Padova ha condannato all’ergastolo Andrea Favero, per l’omicidio dell’ex compagna. Il collegio ha così accolto la richiesta del pubblico ministero Paola Mossa che aveva chiesto per Favero la

massima pena senza isolamento diurno, per le accuse di omicidio premeditato e violenza sessuale. Favero, accusato di avere ucciso Giada Zanola, di 33 anni, gettandola dal cavalcavia sovrastante l’autostrada A4, probabilmente dopo essere stata sedata, a Vigonza, provincia di Padova il 29 maggio 2024, si professa innocente. Giada Zanola, originaria di Brescia, viveva a Vigonza con il compagno e con il figlio di tre anni.

Pare che il rapporto tra i due fosse in crisi: dovevano sposarsi, ma lei aveva annullato tutto. Inoltre, secondo gli investigatori, la 33enne sarebbe stata anche vittima di episodi di violenza domestica.

Il medico legale stabilì che prima di essere lanciata dal cavalcavia sull’asfalto dell’autostrada A4, Giada Zanola era ancora viva, la notte tra 28 e 29 maggio 2024 Favero l’avrebbe prima tramortita e poi gettata

oltre la recinzione. Alcune automobili sono riuscite a evitare il corpo, poi la donna è stata travolta mortalmente da un camion. “Il mio assistito non ha mai fatto dichiarazioni auto accusatorie davanti al pubblico

ministero e continua a professarsi innocente”. A dirlo all’Ansa è il legale Cesare Vanzetti, difensore di Andrea Favero, condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Padova per l’omicidio di Giada Zanola.

“La sentenza potremo appellarla una volta che saranno depositate le motivazione della stessa. Il mio assistito – ha aggiunto il legale – è stato riportato in carcere ed ha lo stato d’animo di chi da due anni ormai è in

carcere, ora con una sentenza di ergastolo. Dalla lettura del dispositivo si evince che è stata esclusa la premeditazione del delitto, ma che il vincolo affettivo ha comunque pesato come aggravante prevalente sulle

attenuanti e che quindi la corte ha deciso per il massimo della pena. Fonte Tgcom24.